La Versilia bloccata per ore dall’incubo della nube tossica
Distrutto dal fuoco il capannone di una ditta edile al Pollino Asl raccomanda di non stare all’aperto, poi l’allerta rientra
PIETRASANTA
La nube nera sembra quasi danzare nello squarcio del cielo inquieto di Versilia: silente e minacciosa si innalza per circa 40 metri tanto da essere visibile fin dalla spiaggia affollata dai turisti. A innescarla, poco dopo le 12 di ieri, un incendio divampato nel magazzino edile Ferredil Cerù di Pietrasanta: e se alla fine di una giornata campale che ha visto impegnati diverse decine di persone e ben sette mezzi dei vigili del fuoco chiamati a domare le fiamme, la situazione, come certificato dal sindaco Alberto Giovannetti «è finalmente sotto controllo: non ci sono né intossicati per quanto ci risulta e non abbiamo dovuto evacuare alcuna abitazione», l'incubo della nube tossica per tutto il pomeriggio si è insinuato inquietante nei pensieri di migliaia di pietrasantini. A rassicurarli, alla fine, i primi rilievi di Arpat che grazie ad un mezzo mobile posizionato a settecento metri di distanza dal luogo dell'incendio hanno rilevato che «parametri, quali gli ossidi di zolfo, azoto, monossido di carbonio e acido solfidrico non mostrano alcuna alterazione» viene fatto sapere dall’Agenzia che si riserva però ulteriori controlli su matrici ortofrutticole a foglia larga per individuare eventuali microinquinanti e polveri sottili. E soprattutto per scongiurare una tracciabilità anomala di diossina. Fra il materiale bruciato plastica, carta catramata, mentre non ci sarebbero, stando ai primi riscontri, solventi e vernici, come inizialmente temuto.
Resta il fatto che quelle di ieri pomeriggio sono state ore di tensione e paura: l'allerta telefonico lanciata dal Comune, su input dell’Asl, ai propri cittadini, di «non sostare in luogo aperto, di chiudere porte e finestre, disattivare gli impianti di ricambio aria e di non raccogliere frutta e ortaggi vincolando il consumo a un accurato lavaggio - quest'ultima raccomandazione resterà comunque in vigore anche nei prossimi giorni, ndr - avevano inevitabilmente provocato non pochi timori. Da qui la fuga preventiva di molte famiglie verso Massa e Viareggio in attesa che venissero domate le fiamme e si fosse nebulizzata la coltre di nuvoloni anneriti.
Così è stato con la situazione che è tornata a normalizzarsi poco dopo le 18. «Adesso siamo tutti più tranquilli, anche se il disagio e la preoccupazione di un pomeriggio di tensione restano. Nell’ordinanza, che ricalca le prime raccomandazioni dell’Azienda sanitaria locale, abbiamo fissato solo semplici indicazioni che sono di prassi per situazioni come queste e che decadranno in un paio di ore - intorno alle 20.30 di ieri, ndr - dopo che l’incendio sarà spento. Attendiamo ora le analisi di Arpat ed Asl. Fatemi ringraziare - ha ribadito il sindaco Giovannetti - i volontari della Protezione civile, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco - oltre alle squadre di Viareggio e Pietrasanta erano presenti anche mezzi da Pistoia, Massa, Lucca, Pisa e Prato - e la Polizia municipale, che ha impegnato 21 agenti, per il grande lavoro di coordinamento e la tempestività dell’intervento». Con i carabinieri chiamati a presidiare e bloccare il transito lungo la via Aurelia - doppio stop all'altezza della sede di Gaia e ancora poco dopo le curve di Motrone - e a tenere a bada le intemperanze di tutti coloro che, in un modo o nell'altro, tentavano di filmare l'incendio in chiave social.
Su cosa abbia causato l'incendio in una ditta, come quella dei Cerù fra le più importanti nel settore in Toscana, stanno indagando gli inquirenti: ieri si vociferava di alcuni pancali bruciati come innesco delle fiamme. Un'ipotesi su cui, come detto, chi di dovere farà le opportune valutazioni. —
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