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Versilia

Versilia, boom di disdette per la paura della nube tossica. Il sindaco di Forte: "Allarme eccessivo"

Melania Carnevali
L'interno del capannone distrutto dal fuoco (Foto Nunzio Ciurca)
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L'interno del capannone distrutto dal fuoco (Foto Nunzio Ciurca)

A Viareggio, Lido e Pietrasanta sono state cancellate all’ultimo minuto circa il dieci per cento delle stanze prenotate negli alberghi

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PIETRASANTA. «È stato un danno di immagine per tutta la città. Senza considerare il danno economico». Ossia quello delle camere disdette, degli ombrelloni rimasti vuoti all’ultimo minuto, nel primo weekend di agosto di un’estate che alla fine non è ancora iniziata. Lo dice Elisabetta Bellotti, presidentessa degli albergatori viareggini, iniziando la conta delle prenotazioni cancellate dopo l’incendio alla ditta Ferradil Cerrù. O meglio: dopo la notizia di una possibile nube tossica sulla Versilia. «Tanto allarmismo, ma alla fine era un incendio», dice la Bellotti.

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Gli albergatori viareggini calcolano che le cancellazioni last minute siano state il dieci per cento del totale delle prenotazioni, cioè circa trenta camere. Tutte stanze prenotate per due o tre giorni disdette per la paura di quella nube apparsa su tutti i tg di Italia. Stessa percentuale a Lido di Camaiore. Più alta quella di Pietrasanta, dove quasi tutti gli alberghi hanno registrato almeno una cancellazione all’ultimo minuto. Il problema invece sembra non aver toccato Forte dei Marmi. «Non mi risultano cancellazioni – spiega il presidente degli albergatori, Paolo Corchia – e d’altronde un po’lo dobbiamo anche ai senatori e ai sindaci che si sono attivati subito per rassicurare quanti volessero venire in vacanza qui. In molti hanno chiamato per capire quanto fosse grave il fenomeno, quello sì».

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Alle disdette negli hotel si aggiungono quelle negli stabilimenti balneari, per un totale di centinaia di turisti che per questo fine settimana hanno dato forfait alla Versilia. «Il danno c’è stato, è evidente», dice il sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi, l’unico tra i sindaci a intervenire pubblicamente, ma non l’unico a pensare che l’emergenza sia stata gestita «in modo poco coordinato», un po’ anche esagerato. «Capisco benissimo che ci sono dei momenti di criticità in cui bisogna agire immediatamente – dice – ma il fatto di mandare una lettera (di Asl, ndr) rivolta a un territorio che andava da Stazzema a Viareggio per circa 170mila persone, in cui si chiedeva di non uscire di casa e di non accendere i condizionatori, mi è sembrato eccessivo. Forse sarebbe stato meglio indirizzare la lettera al territorio direttamente interessato e poi, nel caso, allargare il raggio agli altri. Per quattro ore, fino a quando non è arrivata la nota di Arpat che ha circoscritto l’emergenza, non si è saputo nulla».
 

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