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Rosi lascia la presidenza timori per il futuro del Palio

Nicoletta Dati
Rosi lascia la presidenza timori per il futuro del Palio

«Nessun dramma né litigio, ma dopo 11 anni per me è tempo di dire basta» Dubbi sul successore, e c’è chi è preoccupato per l’edizione del prossimo anno

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Camaiore

Ci aveva provato un anno fa, ma non ci era riuscito. Adesso invece Carlo Rosi, presidente del Palio dei Rioni di Camaiore, è deciso a mettere un punto fermo. Una decisione perentoria maturata dopo 11 anni di successi, tra tanti alti e qualche basso e soprattutto con la grande soddisfazione di essere riuscito a far rivivere una manifestazione importante per Camaiore: dopo 13 anni di stop è stato lui a dare nuova linfa all’evento creando negli anni una macchina organizzativa in grado – questo il suo parere – di andare ora avanti da sola. Insieme a Rosi, hanno deciso di compiere un passo indietro anche i segretari Elio Merciadri e Renzo Domenici, per tutti noti come il capo dei giudici sul campo e l’addetto alle premiazioni: per loro però questo stop potrebbe tradursi in un rientro al fianco del nuovo direttivo con mansioni diverse e ridotte.

«Nessun dramma, né litigio – dichiara Carlo Rosi – ho deciso di lasciare per motivi strettamente personali. Dopo 11 anni penso che sia normale, c’è bisogno di un ricambio. Il Palio è un evento bello ed importante ma anche molto stressante. Il ruolo del presidente – sottolinea Rosi, quasi un monito per il suo successore – non è quello di chi fa le interviste ed è sempre in camicia bianca, ma un ruolo non retribuito di chi è il primo ad arrivare al campo e l’ultimo ad andare via. Bisogna essere una persona di polso ma allo stesso tempo anche un po’ psicologi. Non posso non dirmi emozionato nel compiere infine questo passo – afferma – essere riusciti a far rivivere il Palio resterà una soddisfazione immensa. La manifestazione però è anche una fonte di stress continuo, dalla sua costruzione fino al fischio finale, e per me ora è tempo di dire basta».

Al momento l’interrogativo maggiore è dunque cosa ne sarà del Palio 2019, e se ci sarà un candidato in grado di mettere tutti i rioni d’accordo portando avanti l’eredità di Rosi: se infatti da più parti giungono rassicurazioni sulla continuità dell’evento, tra i rioni non mancano le incertezze. Non sarà facile trovare un candidato che metta tutti d’accordo e possibilmente esterno ai rioni (aspetto per alcuni fondamentale per evitare eventuali favoritismi. Al momento solamente Samuele Benassi, dimissionario dal ruolo di capo-rione de La Rocca, si è proposto per ricoprire la carica ma il suo è un nome che per ora lascia molte perplessità.

Quello di Rosi non sarà comunque un taglio netto: con Merciadri e Domenici hanno deciso di rimanere fino alla definizione degli ultimi dettagli. «Accompagnerò il comitato fino ad espletare la chiusura delle programmazioni imminenti – spiega Rosi – come il trofeo “Amici del Palio” del 24 agosto ed il palio under-14 del primo settembre. Lunedì intanto saranno convocate tutte le commissioni per eleggere una commissione esecutiva: voglio che siano i rioni – dichiara – a prendere le prossime decisioni in attesa del nuovo presidente che dovrà trovare l’unanimità o quanto meno la maggioranza dei consensi. Se rimanessi in carica tenderei ad imporre il mio pensiero e non sarebbe giusto». Una cosa che Rosi ama fare è anche lanciare un’esca: «Per il futuro del Palio – annuncia – ho una soluzione alternativa ma per adesso preferisco tenerla per me e discuterne prima con il sindaco». —



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