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MASSAROSA 

Gaia avverte: la bolletta va pagata anche se l’acqua è sporca

Gabriele Buffoni
Gaia avverte: la bolletta va pagata anche se l’acqua è sporca

L’azienda replica al cittadino della Brilla che ha annunciato di voler ridurre di un terzo il costo del servizio inadeguato

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Massarosa

«L’autoriduzione della bolletta dell’acqua in ragione del disagio subito non rappresenta una soluzione percorribile dal singolo cittadino». È lapidaria la risposta di Gaia alla protesta mossa da Franco Dal Torrione, venditore ambulante residente in località La Brilla a Massarosa che – esasperato dall’ormai annoso problema della torbidità delle acque che affligge tutto il territorio comunale e in particolare le frazioni di Piano di Mommio e Piano di Conca – ha annunciato pochi giorni fa attraverso le pagine de Il Tirreno di volersi fare giustizia da solo. Tagliandosi la bolletta dell’acqua di un sostanzioso 30 per cento.

A lasciarlo insoddisfatto era anche la proposta di Gaia di introdurre degli sconti agli utenti fino a 50 euro. «Un’inezia» li aveva definiti, paragondandoli ai costi per riparare elettrodomestici rovinati dalla ruggine creata dall’acqua sporca. «Il gestore – spiega Gaia in una nota – riconosce nei lavori e nelle sostituzioni delle tubazioni da realizzarsi la concreta soluzione per porre fine ai disagi dipendenti dalla presenza di tubazioni in ferro non rivestite, ereditate dalle precedenti gestioni». Lavori che – pur già avviati per un milione e 200mila euro dei 6 milioni investiti in accordo con il Comune – proseguiranno fino al 2020.

«I rimborsi per Massarosa – prosegue Gaia – sono stati assegnati a quelle utenze che risiedono in un’area definita “critica”. A seconda del livello di criticità, è stato applicato uno sconto di 13mila litri di acqua (criticità elevata) oppure 7mila litri (criticità media) su base annua, corrispondente a un volume di acqua mediamente necessario a ridurre la torbidità dell’acqua aprendo il rubinetto e lasciandola scorrere ogni volta che si presenta il fenomeno. I rimborsi – prosegue la nota – sono stati applicati nelle bollette nel 2017 e nel 2018 a circa 2700 utenze, e anche se non in grado di risarcire le difficoltà causate dall’erogazione di acqua di scarsa qualità, rappresentano un traguardo importante. Massarosa – conclude Gaia – è infatti il primo comune toscano in cui si è arrivati ad applicare una riduzione della tariffa in funzione della qualità dell’acqua». —

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