Toscana
Gaia avverte: la bolletta va pagata anche se l’acqua è sporca
L’azienda replica al cittadino della Brilla che ha annunciato di voler ridurre di un terzo il costo del servizio inadeguato
Massarosa
«L’autoriduzione della bolletta dell’acqua in ragione del disagio subito non rappresenta una soluzione percorribile dal singolo cittadino». È lapidaria la risposta di Gaia alla protesta mossa da Franco Dal Torrione, venditore ambulante residente in località La Brilla a Massarosa che – esasperato dall’ormai annoso problema della torbidità delle acque che affligge tutto il territorio comunale e in particolare le frazioni di Piano di Mommio e Piano di Conca – ha annunciato pochi giorni fa attraverso le pagine de Il Tirreno di volersi fare giustizia da solo. Tagliandosi la bolletta dell’acqua di un sostanzioso 30 per cento.
A lasciarlo insoddisfatto era anche la proposta di Gaia di introdurre degli sconti agli utenti fino a 50 euro. «Un’inezia» li aveva definiti, paragondandoli ai costi per riparare elettrodomestici rovinati dalla ruggine creata dall’acqua sporca. «Il gestore – spiega Gaia in una nota – riconosce nei lavori e nelle sostituzioni delle tubazioni da realizzarsi la concreta soluzione per porre fine ai disagi dipendenti dalla presenza di tubazioni in ferro non rivestite, ereditate dalle precedenti gestioni». Lavori che – pur già avviati per un milione e 200mila euro dei 6 milioni investiti in accordo con il Comune – proseguiranno fino al 2020.
«I rimborsi per Massarosa – prosegue Gaia – sono stati assegnati a quelle utenze che risiedono in un’area definita “critica”. A seconda del livello di criticità, è stato applicato uno sconto di 13mila litri di acqua (criticità elevata) oppure 7mila litri (criticità media) su base annua, corrispondente a un volume di acqua mediamente necessario a ridurre la torbidità dell’acqua aprendo il rubinetto e lasciandola scorrere ogni volta che si presenta il fenomeno. I rimborsi – prosegue la nota – sono stati applicati nelle bollette nel 2017 e nel 2018 a circa 2700 utenze, e anche se non in grado di risarcire le difficoltà causate dall’erogazione di acqua di scarsa qualità, rappresentano un traguardo importante. Massarosa – conclude Gaia – è infatti il primo comune toscano in cui si è arrivati ad applicare una riduzione della tariffa in funzione della qualità dell’acqua». —
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