Il Tirreno

Versilia

in montagna 

Bloccati per ore nell’Orrido di Botri in piena

Donatella Francesconi

Paura per due escursionisti pietrasantini poco più che ventenni. Per salvarli è intervenuto l’elisoccorso

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Ore di paura per un ragazzo ed una ragazza di Pietrasanta, poco più che ventenni, rimasti bloccati nell’Orrido di Botri (Bagni di Lucca), spettacolare gola calcarea con ripide pareti scavate in profondità dalle acque di due torrenti che si congiungono formando il Rio Pelago. I due erano impegnati in un’escursione libera all’Orrido: in tutto 8 persone, tra italiani e stranieri, entrate dal basso, nella parte più turistica dell’Orrido.

L’allarme scatta dopo pranzo, quando a monte della zona si abbatte un violento temporale che gonfia le acque che attraversano la gola, provocando una vera e propria ondata di piena.

I due giovani pietrasantini restano bloccati a metà del percorso, su un ammasso di rocce che forma una specie di isolotto in mezzo all’acqua freddissima che si è messa all’improvviso a correre. Subito si mettono in moto i carabinieri forestali che presidiano l’Orrido ed il Soccorso alpino regionale, stazione di Lucca.

I militari dell’Arma raggiungono e recuperano i due escursionisti tedeschi che si sono fermati nella parte più bassa del percorso. Ma è subito chiaro che per i due ragazzi italiani ed i due turisti olandesi che l’acqua ha bloccato a metà itinerario è necessario attivare rapidamente l’elicottero. Per fortuna il tempo regge. Il temporale dà tregua e non si leva il vento. Pegaso 1, con i piloti esperti dell’elisoccorso, vola sopra la zona e cala il verricello per far salire gli escursionisti.

Il punto è uno dei più difficili per questo tipo di operazione. La giovane pietrasantina è spaventatissima. Ma tutti e quattro i soccorsi riescono a salire a bordo dell’elisoccorso per poi toccare terra, a Montefegatesi, senza aver seguito conseguenze fisiche dalla disavventura.

Intanto, i volontari del Soccorso alpino regionale raggiungono via terra il resto del gruppo, i due escursionisti calabresi che si sono posizionati nel punto più alto dell’itinerario. La discesa, per loro, è tutta nell’acqua che scorre tumultuosa. Al loro fianco i volontari guidano i passi verso la salvezza.

Intorno alle 18 la brutta avventura è solo un ricordo: il Soccorso alpino regionale informa che le operazioni di soccorso si sono concluse e che tutti gli otto escursionisti sono stati messi in salvo. —



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