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Ora a rischio chiusura c’è anche la primaria di Marzocchino

di Tiziano Baldi Galleni
Ora a rischio chiusura c’è anche la primaria di Marzocchino

L’ipotesi al vaglio dell’amministrazione comunale: in ballo il futuro di 120 bimbi La decisione sarà presa sulla base delle perizie antisismiche in corso

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C’è un dato su tutti: la primaria Don Milani di Marzocchino è datata come la Frediani. Sono state costruite entrambe nei primi anni del ‘900, e sono i plessi scolastici più vecchi di Seravezza. A far emergere questo dato - fornito dall'ingegnere comunale Roberto Orsini - è stata la consigliera di minoranza Elena Luisi, durante l’assise comunale di martedì. «Ci dobbiamo preoccupare anche per il rischio chiusura delle elementari di Marzocchino?», ha chiesto la Luisi al sindaco Riccardo Tarabella. E a quanto pare, più di una perplessità esiste. Sono gli stessi amministratori di maggioranza ad avercelo, qualche timore.

La Don Milani conta circa 120 alunni. Fino a pochi giorni fa si temeva anche per la sede municipale. Ma pare che il rischio sia rientrato. Ma ci si appella – giustamente – ad attendere la fine delle perizie in corso sugli studi di vulnerabilità della seconda parte di edifici scolastici . E’ stato proprio questo studio a rilevare che il plesso della Frediani – dichiarato inagibile il 26 luglio dal sindaco - aveva carenza anche dal punto di vista dei carichi verticali della struttura. E ora preoccupa anche Marzocchino: le elementari in via Salvatori, non le medie Enrico Pea per le quali le perizie sono terminate e si indicano soltanto carenze dal punto di vista antisismico (da recuperare entro 6 anni). «Queste verifiche – spiega l’assessore ai lavori pubblici Giuliano Bartelletti – sono proprio per capire se dobbiamo preoccuparci delle strutture in cui viviamo e studiano i nostri figli. Sono studi che ci ha imposto la legge».

Bartelletti rimarca anche il fatto che Seravezza è stato uno dei primi comuni, anche in Versilia, a procedere. E i risultati, come quello della Frediani, non sono da interpretare come una colpa dell’amministrazione. «Sono studi che per forza ci danno un risultato. E questo va poi gestito», prosegue l’assessore. «Nessuna scuola è a norma dal punto di vista antisismico, e si sapeva già - dice – perché solo dal 2009 Seravezza ha altri obblighi di legge essendo entrata in zona 3 della classificazione sismica. Su questo aspetto però la legge dà un tempo determinato per agire sulla struttura. Diverso il caso dei valori dei carichi verticali, peri quali la Frediani non è più agibile. Su questo aspetto tecnico attendiamo con ansia di conoscere i risutalti laddove sappiamo che ci potrebbero esserci problemi. Lo siamo per la sede comunale», dice Bartelletti.

«Così come per la primaria di Marzocchino che potrebbe avere un verdetto simile. Ma non c’è nulla da nascondere». La consigliera Luisi però attacca: «Certo che dobbiamo aspettare ciò che diranno i tecnici, tuttavia se si sapeva che c’erano strutture a maggior rischio andavano esaminate per prime. Adesso non ci sarebbe neppure più tempo per organizzarci».

Tuttavia Bartelletti rivendica il fatto che la sua lista politica aveva specificato sul proprio programma elettore l’intento a fare una valutazione sismica su tutti gli edifici pubblici. «Così come è chiara la volontà di recuperare la sede della Frediani - conclude - nella sua destinazione originale. Non c’è nessuna fusione con Ripa in atto. La sezione della Frediani rimarrà a Seravezza anche se ci sarà da spostare momentaneamente i bambini». —


 

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