Maxi-cantiere aperto davanti a bar e negozi: l’ira dei commercianti
Protestano le attività per i lavori sul viale Apua a Fiumetto «In piena estate e senza comunicare nulla: assurdo»
fiumetto
Ritrovarsi con un cantiere a cielo aperto davanti alla propria attività, in piena estate, farebbe salire la bile anche al più quieto dei commercianti.
È quanto sta accadendo dalle parti del viale Apua, a Fiumetto. Dove dalla scorsa settimana una ditta, incaricata da una compagnia telefonica, sta completando una serie di opere per collegare un’utenza. Parliamo di lavori ovviamente autorizzati, ma la sostanza del disagio non cambia. Anzi. «Siamo amareggiati e infastiditi da questa situazione che ha del surreale – spiegano Davide Cortopassi e Nicola Gaina, titolari con Stefano Coppedè del bar Pino Colado – Dall’oggi al domani ci siamo ritrovati gli operai impegnati a fare scavi davanti al nostro ingresso: ma è mai possibile autorizzare un cantiere di queste proporzioni durante i mesi estivi? Perché non ci hanno avvertito per tempo, garantendo quel minimo di comunicazione che, in questi casi, è fondamentale per poi gestire il disagio conseguente? Avremmo preparato meno pietanze da mangiare e per gli aperitivi, spiegando alla nostra clientela il motivo del disservizio e la durata della problematica. E invece silenzio assoluto da parte del Comune: per carità, ci hanno spiegato che l’autorizzazione è stata rilasciata a metà giugno, quando questa amministrazione non si era ancora insediata. Ma resta il fatto che, una volta accertata la liceità dei lavori, potevano informarci e individuare insieme una soluzione. Gli operai e la ditta del resto si limitano a fare quello per cui sono stai autorizzati, ma è evidente che la nostra attività, come le altre della zona, è stata danneggiata. Situazioni che, in futuro, non dovranno più ripetersi: in estate la tutela dei turisti e di noi operatori è prioritaria. Questi scavi si potevano fare, ma lo capirebbe anche un bambino, in ben altri periodi».
Umore, pessimo, condiviso, anche dalle parti de Il Nicchio e de Lo Scivolo, dove l’attività di ristorazione «è stata penalizzata dagli scavi. Assurdo – spiegano gli esercenti – che siano stati autorizzati in piena estate, con i clienti costretti a mangiare a pochi passi da polvere e rumori. Con la chiusura del cantiere di fronte ai nostri ingressi la situazione si è fortunatamente normalizzata». —
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