Italia
La protesta: «È soltanto una caccia al nero»
FORTE DEI MARMIL’operazione Spiagge sicure? Rischia di trasformarsi in una “caccia al nero”. Ne è convinta Chiara Pellegrini, insegnante fortemarmina. «L’operazione Spiagge sicure è operazione caccia...
FORTE DEI MARMI
L’operazione Spiagge sicure? Rischia di trasformarsi in una “caccia al nero”. Ne è convinta Chiara Pellegrini, insegnante fortemarmina. «L’operazione Spiagge sicure è operazione caccia al nero - scrive su Facebook - E basta. Il venditore di cocco (abusivo), il bombolonaio (abusivo) non li tocca nessuno. Anche se sono abusivi, anche se vendono alimenti incontrollati. Sono italiani. Il primo fa tanto folklore, col suo accento, il secondo fa tanto vintage. Il nero, invece, lo si rincorre come un cane, gli si strappa il sacco della merce e gli si grida sciò come ai cani. Gli esercenti, mi dicono, hanno sborsato volontariamente per pagare i “vigilini” incaricati della caccia. Si vuol “colpire l’abusivismo”, mi si dice. Intanto, sotto gli ombrelloni, la gente annuisce soddisfatta, sgranocchiando il cocco. Che in fin dei conti il coccaio è solo un bravo ragazzo italiano che cerca di campare la famiglia. I senegalesi, i cingalesi, i marocchini, quelli sono manovalanza della malavita». —
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