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Secretata la seduta sul caso Anac-Miracolo E l’opposizione se ne va
VIAREGGIOLa delibera dell’Autorità nazionale anti corruzione, che pubblica on line i propri provvedimenti, non può avere una discussione pubblica nel consiglio comunale di Viareggio. In quello stesso...
VIAREGGIO
La delibera dell’Autorità nazionale anti corruzione, che pubblica on line i propri provvedimenti, non può avere una discussione pubblica nel consiglio comunale di Viareggio. In quello stesso Comune che ha affidato un incarico da 13.894 ad un legale per presentare ricorso al Tar del Lazio. Il caso è quello della delibera sull’attribuzione dell’incarico di presidente di Sea Risorse all’avvocato Fabrizio Miracolo. Nomina per volontà del sindaco Giorgio Del Ghingaro, della cui squadra Miracolo - con Viareggio Democratica - fa parte fin dalla corsa alle amministrative 2015. Per l’Anac (presidente Raffaele Cantone), avendo avuto deleghe operative da presidente di Sea Ambiente, Miracolo non poteva ricevere un’altra nomina, a norma di legge. Tutto qui.
Maggioranza e lo stesso sindaco, ieri, hanno difeso fino in fondo il no alla discussione in seduta pubblica della mozione presentata da Forza Italia, Movimento 5Stelle, Lega, Movimento cittadini, Gruppo misto: «Le persone si feriscono, bisogna stare attenti. E quando si feriscono non si recupera più», sono le parole con le quali Del Ghingaro - riferendosi alla temuta personalizzazione su Miracolo della discussione - ha sostenuto la seduta segreta chiesta dai consiglieri Davide Zappelli (capogruppo Lista Del Ghingaro), Franco Gargini (Viareggio democratica) e Matteo Ricci (“Io sto con Viareggio”). Quando la maggioranza ha votato la seduta segreta (12 sì), i consiglieri firmatari della mozione hanno lasciato l’aula. Il capogruppo Pd, Luca Poletti - contrario alla seduta segreta - è rimasto per una dichiarazione: «Miracolo avrebbe dovuto rimettere il proprio mandato in seguito alla delibera Anac».
Nel corso della discussione sulle modalità della seduta Maria Pacchini, capogruppo Lega, e Annamaria Pacchini, capogruppo 5Stelle hanno sottolineato che «il Comune si costituisce al Tar, i cittadini si sobbarcano la spesa, ma non possono assistere al dibattito sulla delibera Anac». Atto esecutivo, ha sottolineato Massimiliano Baldini (MC) «di un Ente che ha preso un provvedimento di fronte al quale la discussione democratica e pubblica è diritto dei cittadini».
A fine seduta i consiglieri Alessandro Santini, Stefano Pasquinucci, Maria Pacchini, Annamaria Pacilio e Massimiliano Baldini, hanno commentato: «La difesa ostinata, priva di senso apparente, di questa nomina nel campo delle società che gestiscono i rifiuti, ci lascia basiti e stupefatti». —
D.F.
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