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Scoppia il caso fanghi dei depuratori: non si possono più smaltire fuori regione
Gaia ai sindaci: disidratati e stoccati negli impianti della Versilia, ma non si esclude il fenomeno del cattivo odore
Il mancato allontanamento dei fanghi di depurazione dagli impianti della Versilia comporta «che il contenuto degli stessi negli impianti prenderà ad aumentare pericolosamente, mettendo a grave rischio il corretto funzionamento del processo depurativo». Lo scrive Gaia ai sindaci della Versilia, aggiungendo: «Al fine di contenere i possibili disservizi, è assolutamente necessario riprendere l’estrazione dei fanghi». Con la consapevolezza che il problema, poi, diventa dove metterli. Perché il Tar della Lombardia ha annullato la delibera con cui la Giunta regionale lombarda aveva innalzato i valori limite di idrocarburi e fenoli per i fanghi da depurazione utilizzati in agricoltura. Il tema è sempre quello dell’inchiesta della Dda di Firenze che ha trovato nei fanghi di Gaia quantità di idrocarburi riferibili a situazioni industriali.
La Regione Lombardia - così il Tar - non aveva facoltà di intervenire nella materia di tutela dell’ambiente che è di competenza esclusiva dello Stato. «Le Regioni - scrivono i giudici della terza sezione - «non possono dettare una disciplina contrastante con quella prevista dalle fonti primarie statali, abbassando i limiti di tutela previste da queste ultime». Il risultato è che la Toscana tutta - costa compresa - in questi giorni di piena estate, non sa dove mettere le 10.000 tonnellate al mese di fanghi di depurazione prodotte.
A Gaia il Tirreno ha chiesto un quadro delle situazione per i 5 depuratori in Versilia, nel mentre che il Governo deve decidere come rapportarsi con l’emergenza nazionale. «Gaia - è la risposta - procederà ad accumulare i fanghi disidratati in aree idonee al loro stazionamento temporaneo, impermeabilizzate, confinate e dotate di sistemi di drenaggio delle eventuali acque di percolazione che verranno rinviate in testa all’impianto e da qui convenientemente depurate». Aree che - precisa l’azienda idrica del presidente Vincenzo Colle - si trovano «all’interno degli impianti di depurazione». E, con tutta probabilità, saranno utilizzati anche i nuovi capannoni del codigestore.
Ai sindaci della Versilia l’azienda idrica ieri ha scritto: «Per quanto possibile il fango accumulato sarà trattato con tutti gli accorgimenti possibili al fine di contenere le emissioni odorigene. Ma l’accumulo in pieno periodo estivo di ingenti quantità di fango disidratato potrebbe causare maleodoranze». Un fenomeno che su Viareggio, viene spontaneo dire, proprio mancava.
Gaia, infine, ricorda di avere nel proprio Piano industriale 2018, «nel breve termine azioni per la minimizzazione del volume dei fanghi prodotti a mezzo di sistemi di disidratazione e, nel medio termine, sistemi di ottimizzazione dell’intera linea fanghi». Azioni comprensive dell’ «apertura a nuove forme di smaltimento alternative». Ed il riferimento è all’operazione codigestore di Sea Risorse che, mescolando fanghi e rifiuto organico, produrrà compost per agricoltura. Ma se gli idrocarburi nell’acqua rimangono troppo alti, il problema resta. —
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