Gioco
Il futuro torna incerto per i dipendenti passati da Patrimonio a ICare
L’annuncio del vicesindaco in consiglio comunale: o concorso aperto a tutti o trasferiti ad un’altra società
A maggio 2019 il servizio tributi oggi nelle mani di ICare, nuova società creata dall’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro dalle ceneri della fallita Viareggio Patrimonio, passerà nuovamente di mano. «Salvo abrogazioni del decreto Madia non sarà più giuridicamente possibile mantenere il conferimento ad ICare», sono state le parole - non equivocabili - pronunciate in consiglio comunale, ieri, dall’assessore al bilancio Laura Servetti.
Parole alle quali ha fatto seguito l’intervento del vice sindaco Valter Alberici, il quale ha voluto dettagliare la risposta alle questioni sollevate dal capogruppo Pd, Luca Poletti: «Abbiamo costruito questa soluzione - spiega con riferimento alla nascita di ICare, che ha fuso il servizio tributi della Patrimonio con l’Asp - sapendo che nel 2019 non sarebbe più stato possibile avere da parte di ICare la riscossione. Il nostro obiettivo principale era mettere in sicurezza decine di lavoratori e famiglie che si trovavano in difficoltà con quel fallimento». Che fu richiesto all’allora liquidatore Marco Marchi, di nomina del sindaco Del Ghingaro, poco dopo essersi insediato.
Adesso, continua Alberici, «stiamo riflettendo. Da un lato vorremmo continuare a garantire l’occupazione di questi dipendenti. Se facessimo un concorso pubblico aperto a tutti sarebbe complicato salvare questi posti di lavoro, che sono tra i 18 e i 22. Abbiamo due strade davanti: quella del concorso o quella di un affidamento del servizio che possa avere come presupposto fondamentale del bando il mantenimento dei posti di lavoro. È una riflessione che facciamo da un lato cercando di difendere l’occupazione, ma dall’altra di avere garanzia sulla riscossione».
Insomma, per gli ex dipendenti della Patrimonio oggi passati in “ICare” sembra non esservi pace. E va ricordato che sul servizio tributi affidato ad ICare pende un ricorso all’Autorità nazionale anti corruzione. Presentato da Massimiliano Baldini, capogruppo Movimento cittadini, con ulteriori segnalazioni di Alessandro Santini (Forza Italia), Maria Pacchini (Lega), Alfredo Trinchese (Lega) e Annamaria Pacilio (5Stelle), dopo la sentenza della commissione tributaria provinciale (relatore Francesco Terrusi) nella quale si ricorda come «la legge prevede che, in caso di fallimento di una società comunale che gestisce in affidamento diretto un servizio (come la Viareggio Patrimonio), sia il Comune a dover tornare a gestire direttamente il medesimo servizio o ad affidarlo mediante gara a soggetti esterni non partecipati». —
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