Il Tirreno

Versilia

disastro ferroviario 

Strage, i familiari scrivono a Toninelli: ministero sia in aula

D.F.

Dal 3 al 7 agosto in zona stadio “Il mondo che vorrei” propone dibattiti, musica, cucina, spettacoli per non dimenticare

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «La “negligenza” e l’ “imperizia”, di chi aveva le capacità tecniche, gli strumenti e i mezzi economici, non ha fatto nulla per evitare la morte di 32 persone, così come è stato - ma questo saranno i Tribunali a confermarlo - ad Andria e Corato, a Pioltello, o a Torino». È lungo l’elenco degli incidenti ferroviari del dopo 29 giugno 2009, a Viareggio, come sottolinea la lettera inviata dall’associazione “Il mondo che vorrei” al ministro dei trasporti, Danilo Toninelli (5Stelle). Nei prossimi giorni - l’appuntamento è da venerdì 3 a martedì 7, di fronte allo stadio dei Pini, con incontri, dibattiti, spettacoli teatrali, concerti - i familiari delle vittime della strage di Viareggio torneranno a confrontarsi sulla sentenza di primo grado che ha portato a 22 condanne, in vista dell’appello con inizio fissato il 13 novembre, a Firenze.

«Più volte - ricordano i familiari delle vittime di Viareggio - abbiamo scritto all’ex ministro che da sempre ha dovuto difendere chi era indifendibile, negando la verità dei fatti anche se scaturite da una sentenza e dalle sue motivazioni. E non stiamo parlando di imputati, ma del sistema ferroviario italiano ed europeo».

Al neo ministro, presente in Puglia per il secondo anniversario del disastro ferroviario di Andria e Corato, arriva l’apprezzamento «per aver voluto dare un forte segnale di discontinuità con la precedente gestione delle Ferrovie. Gestione che, dal 2006 ad oggi, ha portato tagli pesantissimi sulla sicurezza sia nel trasporto merci pericolose che nel trasporto passeggeri». Ma i familiari delle vittime della strage di Viareggio, in attesa di un incontro, avanzano anche una richiesta precisa: «Il ministero sia presente, per quanto la legge lo consenta, attraverso una sua rappresentanza nei processi in corso o che si apriranno, per comprendere al meglio quale e quanta incuria c’è stata e quanta è ancora presente nelle ferrovie italiane e nelle ferrovie private. Poiché quell’incuria ha ucciso uomini, donne e bambini e continuerà a mietere vittime». —

D.F.. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web