Sicurezza
Darsena invasa dall’odore delle fogne
Ieri mattina sono intervenuti Capitaneria, Gaia e Comune La rete delle acque nere scoppia e finisce in quelle bianche
VIAREGGIO. Odore fortissimo di fognatura, ieri mattina in Darsena. Impossibile restare all’aperto: l’odore saliva dalle griglia delle fognature bianche e prendeva alla gola dando nausea e bruciore alle mucose. Contemporaneamente, la Capitaneria di porto riceveva la segnalazione di una chiazza maleodorante nel canale Burlamacca e si attivava chiamando i tecnici del Comune di Viareggio. Nella caccia alla puzza è stata coinvolta anche l’azienda idrica Gaia che, dopo pranzo, ha inviato in via Coppino i mezzi ed il personale della ditta “Ecoris”. Così è stato individuato un punto della fognatura nera, in via Coppino, che risultava intasato. «È soprattutto il sapone che blocca la fognatura», spiegano in Capitaneria: «Causa dei veri e propri blocchi». La “Ecoris” ha lavorato sul blocco e poi ha verificato anche i punti della fognatura bianca da dove, nella mattinata, si levavano vere e proprie ondate di odore nauseabondo.
Domani, poi, Gaia metterà in azione le proprie sonde ed il punto di blocco, una volta individuato, sarà tappato momentaneamente, così che qualcuno si ritroverà invaso dalla fognatura. E si riuscirà a risalire con il controllo fino al punto in cui il problema ha origine.
Come accade l’anno scorso quando la Capitaneria individuò un intero condominio di via Coppino che sversava direttamente nel Burlamacca. E scattò la segnalazione alla Autorità giudiziaria.
Il problema è che Viareggio è ancora, in parte, senza rete fognaria. Ed a questo si aggiunge il fatto che le cisterne in troppi casi vengono svuotate non con la periodicità prevista. Così che il troppo pieno finisce per riversarsi nella fognatura bianca. Certo non il massimo per una città che vive di turismo balneare. Un punto, questo, sul quale la Capitanerai di porto di Viareggio, negli anni, si è molto concentrata. Arrivando fino alla convocazione di gruppi di lavoro presso la Prefettura di Lucca.
Di passi avanti se ne sono fatti, ma incombe - soprattutto su Viareggio - la condizione del depuratore che troppo spesso viene a trovarsi nelle condizioni di troppo pieno. E, per restare in tema di acque, è la stessa Arpat che in questi giorni ha sollecitato la rimozione delle alghe nel Fosso della Farabola, prima di vedere galleggiare i pesci morti. Inevitabile passaggio successivo. —
DONATELLA FRANCESCONI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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