Attenzione
Seravezza invasa dagli striscioni «La nostra scuola non si tocca»
I genitori alzano la voce contro la chiusura delle elementari Frediani «Ci hanno già portato via le medie: non ci fidiamo più delle parole del sindaco »
«Vogliamo che la nostra scuola resti al nostro paese». «Un paese senza scuola è un paese senza identità». Sono le scritte sui circa dieci striscioni apparsi giovedì notte. Sono appesi davanti alle elementari Frediani – dichiarate inagibili ieri dal sindaco Tarabella con un’ordinanza – davanti all’alberghiero e sul ponte pedonale.
I genitori dei 71 alunni delle scuole primarie di Seravezza si vogliono far sentire. «Non ci fidiamo delle parole del sindaco. Siamo pronti a tutto per smuovere l’opinione pubblica e la Regione a finanziare i lavori alla nostra scuola».
La scuola rimarrà sicuramente chiusa per tutto il prossimo anno scolastico, e fino a che il Comune non riceverà un contributo regionale. E nel frattempo gli alunni dovranno trovare un’altra sistemazione. I genitori vogliono che sia a Seravezza. «La paura è che succeda come con le medie: sono state accorpate con Marzocchino, e non sono più tornate a Seravezza», dice Giulia Buselli.
La Frediani è stata la sua scuola, e quella che sta frequentando la sorella. Anche sua mamma è nel comitato formato da genitori, commercianti e residenti. Hanno avviato una petizione che al momento ha raccolto più di 200 firme. «Tutta la comunità di Seravezza è unita – dice Giulia – ma il caso riguarda anche la montagna: per i bambini, andare a Ripa, sarebbe un disagio ulteriore». Infatti una delle alternative temporanee del sindaco Tarabella, che si è preso l’impegno di rimettere a posto la struttura pubblica, è quella di far traslocare gli alunni nella sezione di Ripa. Opzione che i genitori bocciano. Oppure, comprare dei moduli prefabbricati e installarli da qualche parte a Seravezza. C’è però solo un mese e mezzo per trovare una soluzione. —
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