Il Tirreno

Versilia

Fazzolettoni colorati al vento per Edoardo: «Ti porteremo nel cuore di tutti noi»

Cristina Bulgheri
Fazzolettoni colorati al vento per Edoardo: «Ti porteremo nel cuore di tutti noi»

In tanti ai funerali dello studente scout di 21 anni nella chiesa di don Bosco a Viareggio

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Eravamo ragazzi ancora, con il tempo aperto davanti, i giorni più lunghi, i calzoni corti a caccia di vento, i semplici canti». Le note dell’inno scout e i fazzolettoni a volteggiare nell’aria : verdi-blu, grigio-rosa, giallo-azzurri. Quelli dei tanti gruppi scout della Versilia accorsi ieri mattina per accompagnare Edoardo Pistoresi nella sua ultima “route”, la “strada” nel gergo scout, quella che da lupetto, esploratore e poi novizio lo ha portato a percorrere tanti sentieri. E quella che da ieri mattina, lo condurrà oltre la vita, quella eterna per chi, come lui, fino alla fine ha avuto fede.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17096282:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2018/07/27/news/studente-di-legge-con-la-passione-scout-muore-a-21-anni-stroncato-da-un-male-1.17096282]]
Una comunità, anzi tante comunità (parrocchiale, scout), riunite nella grande chiesa di Don Bosco al Marco Polo (anche se non abbastanza per accogliere tutti quelli che sono venuti a portare il loro saluto e il loro conforto). E soprattutto tanti giovani, i compagni e gli amici della scuola, della musica e gli scout in uniforme, con cui Edoardo ha trascorso il suo tempo. Il cappello alla Baden Powell, il fazzolettone e il crocifisso deposti sulla sua bara ne sono i segni evidenti.

Aveva chiesto una cerimonia festosa Edoardo Pistoresi quando si è accorto che, nonostante i suoi 21 anni, la sua battaglia contro il male stava per prendere la piega isperata, e che tutta la sua forza e voglia di vivere non riuscivano a far cambiare quella rotta “sbagliata”. «Và più su, più in là, controvento. E’ lotta dura ma, tendi lo spago e va!». Il mantra scout non è bastato. Ha lottato Edoardo, ha provato ad andare controvento, ma martedì ha dovuto arrendersi. Anche se gettare la spugna non era nelle sue corde. A volte la vita chiede un tributo inspiegabile a te e a chi sta intorno a te.

Lo sa bene don Antonio Tigli, chiamato a celebrare il funerale di uno dei suoi ragazzi. Lo sa bene che nel cuore dei genitori (il padre Giuseppe Pistoresi, conosciutissimo avvocato viareggino, e la madre Barbara Boattini) dei nonni, degli amici di Edoardo e nella folla seduta sulle panche della chiesa il grande punto di domanda che si materializza anche nelle profondità di chi si professa cristiano è «Perché?». Chi è il responsabile di tanto dolore? Di tante lacrime, di tanta sofferenza? E ha preso in prestito la vita stessa di Edoardo per trovare una risposta su cui incardinare la vita in assenza di lui. «Edoardo ha creduto fino all’ultimo e si è abbandonato al Signore, e come ha creduto nel progetto di vita, così ha creduto nella vita che si trasforma. Oggi la residenza di Edoardo è nel cuore di tutti: un briciolo d’infinito per guardare oltre».

Voleva una festa Edoardo, e festa è stata. Con le chitarre e i canti: i suoi compagni di avventura gliel’hanno organizzata come meglio non si sarebbe potuto fare, convinti, alla luce del suo esempio, che «si possa davvero lasciare il mondo migliore di quello che si è trovato».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web