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In Regione la mozione per installare i dispositivi anti deragliamento
il casoDa presidente della Provincia di Lucca è stato in aula ed in strada con i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. Oggi, da consigliere regionale del Partito democratico,...
il caso
Da presidente della Provincia di Lucca è stato in aula ed in strada con i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. Oggi, da consigliere regionale del Partito democratico, la sicurezza ferroviaria resta un “chiodo” fisso di Stefano Baccelli. Deciso a portare fuori dalle aule di Tribunale il caso anti svio, inteso come quel meccanismo che “sente” cosa sta accadendo al treno e lo mette in frenata automatica evitando tragedie come quella di Viareggio nel 2009 o di Pioltello ad inizio 2018. Non averlo adottato è costato a Trenitalia, azienda di Fs, la condanna in Tribunale a Lucca. Ed allora, ecco la mozione che impegna la Giunta del presidente Enrico Rossi «ad attivarsi nei confronti di Trenitalia, in occasione della revisione del contratto di servizio, affinché tra gli impegni a carico del soggetto gestore - oltre al rinnovo completo del materiale rotabile - sia inserito quello volto a dotare tutte le singole carrozze e vagoni di rilevatori di svio». Analogo impegno viene richiesto nei confronti «del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, affinché - nell’ambito dei suoi poteri amministrativi e delle sue prerogative istituzionali in tema di sicurezza ferroviaria - eserciti ogni sforzo per rendere obbligatoria l’installazione dei suddetti dispositivi di rilevamento del deragliamento su ciascun rotabile ferroviario in circolazione sulla rete».
Nel preparare la mozione, Baccelli ha ricostruito il quadro del “pensiero” sulla adozione del dispositivo, oggetto di ampio dibattito in Europa prima e dopo la strage di Viareggio. «Ancora oggi - ricorda il presidente della commissione Ambiente e territorio - a livello europeo l’adozione è volontaria. Oggi, per la Toscana il rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia e conseguentemente gli investimenti sul materiale rotabile rappresentano l’opportunità per valutare in concreto l’inserimento di meccanismi che consentano un salto di qualità in termini di sicurezza ferroviaria. Lo dobbiamo all’associazione delle vittime della strage di Viareggio e a tutti coloro che hanno subito le conseguenze degli oltre 40 incidenti ferroviari gravi avvenuti nel nostro paese dagli anni Quaranta ad oggi». —
D.F.
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