Toscana
Ore in stazione nella notte senza sapere come ripartire
Il treno da Milano è arrivato troppo tardi per il bus sostitutivo diretto a Pistoia La testimonianza: «Attesi fino dopo la mezzanotte i taxi promessi da Fs»
Seduti sul marciapiede, fuori dalla stazione, i bambini sfiniti che dormono dove capita, gli adulti a caccia di notizie su come raggiungere Lucca, Altopascio, Chiesina, Pistoia. Odissea ferroviaria per una trentina di persone arrivate, martedì sera, da Milano con un treno che aveva macinato ritardo al punto da far perdere ai propri passeggeri l’autobus sostitutivo che parte da Viareggio alle 22,10. Da lì in poi è stato buio totale, fin dopo la mezzanotte e mezza.
«In realtà - racconta la signora Benedetta, diretta a Chiesina Uzzanese - quando siamo stati verso Rapallo ci siamo resi conto che viaggiavamo con 41 minuti di ritardo e, dunque, che quell’autobus sostitutivo disponibile a Viareggio l’avremmo perso».
Così i viaggiatori interpellano il capotreno: «Il quale ci ha chiesto di sapere in quanti avremmo avuto bisogno di un altro mezzo per le nostre destinazioni ed ha assicurato che avrebbe chiamato la centrale operativa. Lui non lo abbiamo visto più. Ma abbiamo parlato con un suo collega che ha voluto tre numeri di telefono e, una volta arrivati a Viareggio, ci ha assicurato che sarebbero arrivati i taxi mandati da Ferrovie». Quando sono ormai le 23, però, dei taxi in questione non vi è traccia. «Il controllore, a quel punto, ha dichiarato che se non fossero arrivati avremmo dovuto chiamare la polizia».
Il tempo passa. Nel gruppo ci sono inglesi, tedeschi, romeni, italiani. Ciascuno si “accampa” come può. «Molti non parlavano italiano. Ed allora siamo andati in delegazione dal capotreno», racconta ancora la signora Benedetta: «Era una donna, davvero molto gentile. Ha chiamato la centrale operativa a più riprese fino a mezzanotte e mezza. Una volta ci hanno confermato i taxi da un minuto all’altro, la seconda è stato detto che sarebbero arrivati tre pulmini. E sempre la stessa frase, dalla centrale: “Ci stiamo attivando”».
A mezzanotte e mezza parte del gruppo getta la spugna e contratta con i tassisti viareggini il trasferimento a Lucca per 80 euro. «Io mi sono impuntata», prosegue la donna: «E quando ormai mancava un quarto all’una è arrivata l’autorizzazione di Ferrovie ai tassisti affinché non facessero pagare la corsa, che sarebbe stata a carico di Fs. Sono arrivata a Chiesina Uzzanese alle 2,18. Ed il tassista che mi ha portato ha avvisato subito i colleghi che non avrebbero dovuto riscuotere la corsa dai turisti che stavano trasportando».
Un commento per tutti quello di un turista straniero che la signora riporta così come è stata pronunciata: «Sfinito e arrabbiato ha detto “L’Italia per noi è morta”». —
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