Sicurezza
Hotel cerca un aiuto cuoco: «Basta che non sia una donna»
In Versilia annuncio di lavoro tramite Facebook. Requisiti: «Esperienza minima» e spazio solo agli uomini
VIAREGGIO. «Grazie ma cerchiamo personale di sesso maschile». Risposta senza possibilità di equivoco. Arriva per mail alla trentenne viareggina che risponde a un annuncio di lavoro trovato sul gruppo Facebook "Cerco e, perché no, offro lavoro!!!". Serve un aiuto cuoco, ma se è donna non va bene.In 7 parole una retromarcia di 40 anni. E una violazione alla legge sulle pari opportunità. L’annuncio appare domenica alle 16,03 sulla bacheca del gruppo Facebook.
Una certa Monica Marchi scrive: "Si ricerca aiuto cuoco per hotel, orario di lavoro al mattino, richiesta esperienza minima, disponibilità immediata. C.V. (curriculum vitae) su ambobb@tiscali.it". Alcune persone scrivono anche su Facebook a chi ha postato l’annuncio: le ho mandato il curriculum; le ho scritto in privato, per richiamare l’attenzione. La candidata viareggina invia il proprio curriculum lunedì mattina. La risposta le arriva due giorni dopo: grazie, ma cerchiamo uomini. Non è firmata. Ma il mittente è la mail Tiscali del messaggio pubblicato su Facebook. Il Tirreno cerca la donna che ha postato l’annuncio di lavoro, ma non risponde. Usa lo spazio del gruppo pubblico che, per accdeditarsi, cita gli indirizzi del Centro per l’impiego di Viareggio, con tutti gli sportelli aperti in Versilia. Ma - assicura la responsabile - il «Centro dell’impiego non ha nulla a che vedere con il gruppo Facebook».
Infatti poche ore dopo, dalla bacheca del gruppo scompaiono i riferimenti al Centro per l’impiego: «Noi non sappiamo nulla di questi annunci - sottolinea la responsabile - che oltretutto sono discriminatori. Oggi sono vietate distinzioni non solo in base al genere, ma anche a religione, nazionalità, lingua parlata. Il Centro non può neppure più accettare annunci nei quali si richieda, come requisito per l’assunzione, la residenza del candidato vicino al luogo di lavoro perché contrasta con il principio dell’Unione Europea sulla libera circolazione delle persone».
La discriminazione di genere dell’annuncio, quindi, torna in capo agli amministratori del gruppo: Nando Melillo e Antonella Romagnoli che impongono le regole per pubblicazre gli avvisi. Proprio Melillo mostra attenzione alla questione della discriminazione di genere. Corregge il post precedente a quello della ricerca dell’aiuto cuoco: privato cerca, per la zona di Lido di Camaiore un "ragazzo motomunito per consegne a domicilio". E Melillo gli risponde: «ragazzo/a!!!» con tre punti esclamativi, a ricordargli che non può fare distinzione fra uomo e donna nella ricerca di personale.Poi, però, esplode il caso dell’annuncio dell’aiuto cuoco.
«Ma di questo non ero al corrente - ammette Melillo - perché l’avviso non è fra quelli selezionati da noi amministratori del gruppo che scegliamo fra le proposte dell’Informagiovani o da quanto pubblicano i giornali. È un annuncio pubblicato direttamente da un privato. A prima vista rispecchia le nostre regole: riporta un contatto (una mail) e una persona di riferimento. Però noi non verifichiamo. E, in effetti, succede molto spesso che certi annunci non corrispondano a quello che promettono. O che ci siano errori. Ma non abbiamo possibilità di verifica». Per Antonella Romagnoli gli amministratori non hanno neppure l’obbligo di questa verifica. E non rispondono dei contenuti. Poi, però, ieri a metà pomeriggio informa Il Tirreno di aver rimosso l’annuncio per soli uomini.
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