Il Tirreno

Versilia

Disavventura di due trentenni: tuffo in mare dopo cena ma uno rischia di annegare

Matteo Tuccini
Disavventura di due trentenni: tuffo in mare dopo cena ma uno rischia di annegare

Hanno sfidato il mare dopo una serata passata in allegria. Un tuffo in acqua, intorno alle 22, quando a vigilare la spiaggia non c’era nessuno

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Hanno sfidato il mare dopo una serata passata in allegria. Un tuffo in acqua, intorno alle 22, quando a vigilare la spiaggia non c’era nessuno. Poco importa che il mare fosse mosso e che la visibilità fosse ridotta. A complicare il tutto, c’era la cena sullo stomaco. Che certo non alleggerisce la bracciata quando si è in acqua.

Ma la bravata di un 38enne e di un 39enne di Pietrasanta, che lunedì sera si sono tuffati in zona Terrazza della Repubblica, poteva finire male. Perché uno dei due è andato in difficoltà a causa del mare parecchio agitato. L’altro in quel momento era a riva: non è chiaro se era già uscito dopo aver fatto il bagno, o se non aveva seguito l’amico. Fatto sta che si è accorto che l’altro non riusciva a tornare. E quando lo ha visto allontanarsi sempre più, all’altezza del bagno Firenze, ha chiamato i soccorsi.

Sul posto si sono fiondati 118 e Capitaneria di porto. L’intervento è durato pochi minuti: il 38enne che non riusciva a rientrare a riva è stato aiutato, ma non ne è stato giudicato necessario il trasferimento al pronto soccorso. Le sue condizioni sono apparse buone. Tutto dimenticato, quindi, con un bello spavento e niente più. Né lui né l’amico verranno multati: non esiste divieto di balneazione, anche a un’ora tarda, che preveda una sanzione.

Eppure sono tanti i casi di persone spericolate, soprattutto giovani, che sfidano la sorte gettandosi in acqua quando le condizioni sono proibitive. Nell’ultimo fine settimana non si contano le richieste di aiuto e gli interventi di bagnini, centrale 118 e Capitaneria di porto, impegnati di continuo nel salvataggio di chi rischia di annegare per non aver rispettato le indicazioni minime di sicurezza. Ci si tuffa a stomaco pieno, con il mare mosso (e la bandiera rossa a sconsigliare il bagno), magari di sera. Intendiamoci: tutti, da ragazzi, abbiamo fatto qualche sciocchezza in spiaggia. Il bagno di mezzanotte è tra queste. Ma le sciocchezze sono una cosa, mettere a rischio la propria vita è un’altra. E le conseguenze possono essere terribili. È ancora fresco il ricordo del giovane che si tuffò dal pontile di Tonfano – pratica tra l’altro vietata – dopo una cena con gli amici e scomparve tra le onde: la causa della morte fu, con ogni probabilità, un malore dovuto all’impatto letale con l’acqua gelida.

Ecco perché la Capitaneria continua a raccomandare «massima prudenza ai bagnanti, soprattutto in condizioni particolari. Anche chi ritiene di essere un nuotatore provetto può andare in difficoltà per vari fattori: dal mare mosso alle proprie condizioni fisiche non ottimali. Variabili che possono portare a conseguenze spiacevoli». —


 

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