Il Tirreno

Versilia

Da Napoli alla Toscana alla ricerca della felicità e poi la morte sui binari

Melania Carnevali
Da Napoli alla Toscana alla ricerca della felicità e poi la morte sui binari

La storiaLa sua eleganza. Tutti i commercianti di Forte dei Marmi ricordano anzitutto questo di lei: il suo portamento da donna di altri tempi. Caschetto corto, mani sempre curate, labbra con un filo...

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La storia. La sua eleganza. Tutti i commercianti di Forte dei Marmi ricordano anzitutto questo di lei: il suo portamento da donna di altri tempi. Caschetto corto, mani sempre curate, labbra con un filo di rossetto. Passava davanti ai negozi con la sua bicicletta e salutava tutti. Ciao, come stai, spero tutto bene. E poi via al lavoro, nella boutique di Pinko. Laura Grasso della sua terra di origine – Napoli – aveva mantenuto quasi tutto: la cordialità delle donne del sud, la semplicità di chi sa che la vita dà felicità a piccole dosi.

A volte, poi, toglie tutto in un lampo, come a lei: morta sulle rotaie bollenti di un pomeriggio di luglio alla stazione dei treni di Avenza. Era scesa con il biglietto obliterato in borsa ma, invece di uscire dalla stazione, ha preso la scorciatoia che da lì porta direttamente al viale principale di Carrara (il viale XX Settembre). Ha attraversato i binari, ma nel momento sbagliato. Nel momento in cui il Freccia Bianca 35619, partito da La Spezia e diretto a Roma Termini, stava arrivando a tutta velocità. Si è voltata verso quel gigante d’acciaio e ha avuto solo il tempo di realizzare che era finita. Anche il macchinista ha avuto solo il tempo di guardarla spuntare e poi sparire. Laura Grasso se ne è andata a cinquant’anni con ancora metà vita da vivere.

Era arrivata in Toscana da giovane. Prima a Cecina, dove aveva trovato lavoro da Pinko. Quando la griffe chiuse il punto vendita, venne trasferita nel negozio di Viareggio. A Cecina aveva lasciato la sorella maggiore. Le commesse viareggine la ricordano con affetto: «Era una persona bellissima». E non riescono ad aggiungere altro. Da Viareggio, poi, era stata trasferita nella boutique del Forte.

Aveva vissuto in paese, ma da qualche mese si era trasferita a Pietrasanta e stava ancora ricostruendo un nido. Proprio in Versilia, lo scorso anno, aveva avuto un brutto incidente con la bicicletta, da cui però riuscì a riprendersi con il sorriso. Quel sorriso spento per sempre lunedì pomeriggio.

I due negozi Pinko del Forte (quello da donna, dove lavorava lei, e quello da bimbo) ieri e lunedì sera (il giorno dell’incidente) sono rimasti chiusi per lutto. Anche se nemmeno nel cartello appeso sulla vetrina riescono a dire che è per questo. «Il negozio resterà chiuso questa sera e in data 24 luglio 2018». Niente di più. Come se metterlo nero su bianco significasse renderlo più vero.

Le colleghe hanno saputo dell’incidente nel tardo pomeriggio di lunedì, quando i carabinieri sono arrivati nel negozio da donna per dare la brutta notizia. Poco dopo la chiamata è arrivata anche alle altre colleghe del negozio da bimbo: «Venite di qua, è successa una tragedia». La decisione di chiudere i negozi è arrivata spontanea. Riapriranno oggi.

Gli altri commercianti del Forte intanto stanno facendo un colletta per una corona di fiori. L’unico gesto possibile per dire: non doveva succedere. —

 

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