Campi con fertilizzanti e plastica La questione passa al Ministero
Si dovrà aspettare fino a settembre per avere i risultati delle analisi comparate tra l’ufficio pisano e i campioni di Arpat
Massarosa. Tutto rimandato a settembre. Non è uno studente ma il risultato della analisi sui campioni di ammendanti con plastica trovati nei campi della Sassaia e sui rilievi fatti alla Morina.
La questione è passata nella competenza del ministero delle politiche agricole e più precisamente all’ufficio Ispettorato centrale repressione frodi. I rilievi sono stati fatti dai tecnici dell’ente che ha trasferito lo studio al laboratorio di Pisa.
A gestire la struttura governativa è il dottor Giovanni Goglia che dalla sede fiorentina si occupa dell’area Toscana e umbra. Goglia spiega che «ci vorrà ancora tempo per avere un vero riscontro sulle analisi. I risultati non sono ancora pronti ma le nostre evidenze devono essere confrontate e messe in relazione con quello che è stato riscontrato da Arpat con la quale lavoriamo gomito a gomito. Dobbiamo quindi elaborare un modello che dia un risultato univoco».
Il caso era nato ormai più di un mese fa. Alcuni ambientalisti avevano infatti denunciato che su alcuni terreni al confine tra Massarosa e Viareggio erano stati trovati dei materiali non organici dopo la fertilizzazione. Erano stati trovati grosse componenti di plastica nelle coltivazioni di granturco destinato al consumo umano. Si trattava nello specifico di sacchetti che sputavano dal terreno quasi interi, involucri viola di assorbenti, fascette, tappi di bottiglia ed altri oggetti in plastica, mescolati con vetro triturato, lavarone, alluminio ed altro materiale.
Un episodio del genere era già avvenuto in passato, ma in quel caso non erano state rilevate irregolarità e l’argomento era stato chiuso. A fine gennaio 2018 infatti furono interessati i campi che si trovano intorno a Pioppogatto: anche a inizio dell’anno ad essere concimati con un ammendante ricco di plastica.
Ma ci vorrà tempo per avere dei riscontri dagli uffici fiorentini: «Siamo intervenuti come ufficio - spiega Goglia - perché i fertilizzanti sono una specificità del nostro settore». —
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