Proteste
Asilo chiuso, ancora proteste «Il servizio è inadeguato»
Altri cittadini si uniscono alle lamentele sulle liste d’attesa per la scuola Il Comune: «La struttura verrà aperta nel 2019, non abbiano denaro per il nido»
Massarosa
Non si placa la polemica sulle liste d’attesa per gli asili nidi: altri genitori protestano per il servizio del Comune che sarebbe inadeguato rispetto alle richieste della popolazione. Ci sarebbero, secondo la prima graduatoria non definitiva oltre trenta bimbi che resterebbero senza asilo nido e la soluzione di aprire la struttura di Piano di Conca (mai aperta dal momento della realizzazione) potrebbe in qualche modo, secondo i genitori, dare una sfoltita alle richieste
A scrivere al Tirreno è Eros Cicatello che si definisce “un papà disperato”: «La mia è una famiglia senza parenti: non abbiamo nonni che possono aiutarci. Io e mia moglie quindi soli a gestire la nostra figlia. Come si può vedere dalle carte ufficiali dell’amministrazione, ci sono una marea di bimbi rimasti fuori e questo si traduce in molti problemi per le famiglie che lavorano o che cercano lavoro. Ci dicono di fare i figli e questi sono i servizi che ci mettono a disposizione? - si chiede Cicatello - Contate quanti bambini sono nella lista di attesa. Questa la copertura che dice l'assessore?».
La risposta dell’amministrazione rimane ferma, forte di un bilancio blindato e di una disponibilità estremamente ridotta: «Come ho già spiegato - dice Stefano Natali, assessore al Bilancio e alla Scuola - l’amministrazione non ha il denaro necessario per poter attivare un terzo nido. Un asilo nido deve rispondere, oltre alle necessità della popolazione, anche ad alcune esigenze di legge che impongono determinati standard. Questo significa che affidando il servizio dovremmo spendere circa 180mila euro all’anno. Una spesa che adesso non possiamo permetterci. Ma non è escluso che in futuro si possa fare: il bilancio ha degli spiragli e, se riusciamo a trovare le risorse, possiamo vedere di far rientrare questo costo».
Ma l’assessore ammette che potrebbero esserci delle alternative, almeno per fare in modo che quelle mura, pronte per accogliere piccoli studenti, non rimangano inutilizzate: «Una soluzione di compromesso potrebbe essere di utilizzare quei locali come giocheria, come laboratori o come un centro per genitori e figli. Queste soluzioni rispondono a un’esigenza educativa e allo stesso tempo hanno un impatto minore sui conti. Ma tutto questo non potrà essere realizzato prima della fine del 2019».
Non sembrerebbe invece fattibile la strada di affidare a un privato la gestione del nido: «I cittadini di Massarosa non sarebbero in grado di poter sostenere una spesa di 500/600 euro al mese per la retta scolastica - continua - affideremmo inutilmente un servizio a un costo molto alto per la collettività».
Tuttavia Natali si prende un impegno: «Entro la fine del nostro mandato - assicura - quelle mura verranno utilizzate, come è stato fatto per l’ex asilo di Quiesa». —
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