Gioco
La rinascita riparte dalle sculture di Giuliano Vangi
Nelle sale del centro congressi inaugurata l’esposizione del principe degli scultori contemporanei Resterà aperta fino al 21 agosto
la mostra
Se può esistere una Nouvelle Epoque, contro la tradizionale Bell’Epoca, essa indubbiamente nasce al Principino restaurato con eleganza e stile e con un formidabile evento: una mostra di Giuliano Vangi, principe e star degli scultori contemporanei, l’uomo che ha ridato l’anima all’antico e lo ha rivestito, pur nelle tragedie e nelle contraddizioni di una cultura che sono marmi preziosi, ora delicati, ora possenti. Ma sempre nauta madre come la richiamarono in Occidente filosofi quali Giordano Bruno o il poeta Goethe o il grande Hegel, padre dell’idealismo.
Vi sono state per il Principino due epoche d’oro. Ora se ne aggiunge una terza grazie a Roberto Brunetti, questo appassionato amante della Versilia che continua a vederla con lo sguardo dei tempi brillanti. I tempi d’oro furono la prima inaugurazione dello stabilimento quando il conte De Micheli , che aveva fatto quattrini con le commesse della colonizzazione in Libia, decise, con l’aiuto del regime fascista, di dotare Viareggio di un ritrovo davanti all’hotel Select che fosse la vetrina di un’epoca ambiziosa e rampante. Sicché vennero subito a deliziarsi in piscina, a bere coktail profumati coloratissimi, Edda Ciano col marito Galeazzo, il conte Sforza, Pavolini amico di Doris Durante. E vi fu il trionfo del tango, degli uomini e in giacche bianche di lino, delle Bugatti e dell’Aprilia. Si fecero perfino le sfilate della moda autarchica, fatta cioè con le filature nazionali. Poi, con la guerra, il locale, a Liberazione avvenuta, fu ritrovo dei gallonatissimi generaloni yankee e signorine in vesti di mussolina stampata.
Una seconda epoca felice furono gli anni ’50. Il locale divenne scenario del premio letterario Viareggio. Eppoi vi esibirono, grazie a Sergio Bernardini, Fausto Leali, i Delfini, anche Mina assieme al fratello Geronimo, anche lui canterino.
In questa seconda avventura si profilarono gli Agnelli (che però avevano casa a Forte) e i Moratti che invece avevano casa a due palmi da lì. E una vasta schiera di quelli che avevano la Spider e si dicevano playboy. Adesso, grazie a Brunetti, si spalancano nuove leggende poiché i bagni, in Versilia, hanno fatto nascere amori straordinari e tanta letteratura.
La mostra dedicata a Vangi, in un vasto salone che lui medesimo ha diviso con pannelli dipinti (dove l’uomo si confronta con il cosmo), presenta opere bellissime: donne ammantate di marmi rari, verdi, arancio, cupi, uomini inquieti, inquietanti, reali, efficaci nella loro estenuante lotta per l’esistenza. Una mostra che è davvero un capolavoro. —
ADOLFO LIPPI
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