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il caso 

Bocciato per il 2 a matematica «Ricorro al Tar per mio figlio»

Cesare Bonifazi
Bocciato per il 2 a matematica «Ricorro al Tar per mio figlio»

La denuncia di un padre di Massarosa contro la decisione della scuola. La preside replica: «Totale fiducia nel lavoro del consiglio di classe»

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MASSAROSA

È capitato a chiunque di aver avuto un insegnante con il quale non si è entrati in sintonia. A volte succede pure di sentirsi perseguitati, a ragione o a torto. E la storia in questione sembra uno di quei casi. Per lo meno questa è la versione che fornisce un padre di Massarosa che si è visto bocciare il figlio per due insufficienze. Secondo il genitore in questione, un’insegnante di matematica del liceo delle Scienze applicate di Viareggio si sarebbe accanita contro suo figlio tanto da condizionare le sorti scolastiche del figlio. E il caso potrebbe anche finire il tribunale perché il padre in questione sta valutando di portare tutto al Tar.



«Mio figlio, 19 anni - racconta accorato l’uomo - dopo le scuole medie ha scelto il Liceo Scientifico delle Scienze Applicate a Lucca, lì ebbe problemi e fu bocciato. Passò da una scuola privata per poi arrivare a Viareggio ormai due anni fa. Qui sono iniziati i veri problemi: sin dall'inizio il rapporto con l’insegnante è stato estremamente complesso, con risultati terrificanti. Le votazioni non arrivavano oltre il 3 con un evidente scoramento del ragazzo. Nonostante un cospicuo sostegno allo studio con ripetizioni private settimanali, nessun miglioramento. L’anno scorso passò ma con un tre a matematica e un cinque a fisica».



Ma la situazione a settembre scorso non migliora, tutt’altro, tanto che la media scende pericolosamente: il ragazzo si ritrova il mese scorso con un bel due a matematica e un cinque a fisica, bocciatura incorporata. Nelle altre materie sufficienza piena: persino un nove a inglese. «Mio figlio poteva fare meglio, anche nella costruzione della relazione coll'insegnante - ammette il padre - la quale però di professione fa appunto l'educatrice: insegnare la materia non si limita all'esposizione delle nozioni, ma anche all’impegno affinché tutti possano interessarsene. Il docente dovrebbe incoraggiare i ragazzi. Nel caso in esame, a mio parere, tutto l'opposto. Ovviamente questo ha avuto ricadute psicologiche su mio figlio che si sente vittima di un’ingiustizia. Sto valutando se portare tutta la questione al Tar e vedere se esistono margini per tornare indietro». Nel frattempo in quella scuola il ragazzo non tornerà e si iscriverà a una privata.



Sicura che la scuola abbia fatto un buon lavoro è la professoressa Nadia Lombardi, dirigente dell’istituto, la quale difende le scelte del consiglio di classe: «Io non permetto che si insinui che non abbiamo agito correttamente - dice - la legge impon di bocciare l’alunno con due insufficienze di cui una molto grave. Inoltre si è ritenuto che la lacuna non fosse recuperabile nel giro di un’estate. Non c’è nessun accanimento e non è plausibile che un’insegnante abbia plagiato l’intero consiglio. Se il genitore vuole ricorrere in tribunale è libero di farlo». —

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