Aggredito da un grosso cane nel parco di via Machiavelli
Pensionato di sessantasei anni era seduto con il proprio maltese in braccio Feriti sia lui che il cagnolino. Ora la denuncia alla Municipale e le verifiche della Asl
VIAREGGIO. Seduto al tavolo di legno nell’ex parco per bambini di via Machiavelli, l’uomo tiene in braccio il proprio migliore amico, entrambi al fresco della sera, intorno alle 20. Cinque chili di cagnolino - un maltese - contro il quale, all’improvviso, si avventa un cane di razza “Akita”, originaria del Giappone, ultima novità in fatto di quattrozampe. «Ero seduto e tenevo in braccio il mio cane», racconta il proprietario del maltese, un viareggino di 66 anni: «All’improvviso mi sono sentito piombare addosso una massa nella quale ho riconosciuto il grosso animale che avevo visto correre nel parco, libero, fino a poco prima».
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L’uomo si alza in piedi, si gira di schiena rispetto all’animale che lo ha aggredito, cerca di riparare il piccolo maltese che continua a tenere tra le braccia. L’Akita non molla la presa: sulle braccia dell’uomo restano i segni dei denti e quelli dei lividi causati dal corpo a corpo con il cane aggressore. Il quale riesce a stringere tra le mascelle una delle cosce del maltese, lasciando ferite sia nella parte interna che in quella esterna dell’anca destra del cagnolino, oltre che in zona coda.
Ad un certo punto interviene, a soccorso dell’uomo, una donna che inizia a colpire l’Akita in testa con la parte di plastica di un guinzaglio. Poi arriva chi era con l’animale e non si era accorto di quanto stava accadendo, nonostante le grida della moglie della vittima, perché intento a raccogliere gli escrementi del cane.
Sei giorni di referto, inizialmente, per l’uomo medicato Pronto soccorso dell’ospedale Versilia, ed una serie di iniezioni e medicinali per il cagnolino ferito che non smette di abbaiare e guaire. Il proprietario ha presentato denuncia alla polizia municipale ed ora tocca alla Asl effettuare le valutazioni del caso per verificare se l’esemplare di Akita sia da inserire o meno nella lista degli animali mordaci, quelli che per uscire da casa devono sottostare ad alcune, precise, regole.
La preoccupazione di chi ha visto se stesso ed il proprio maltese tra i denti del grosso cane va, però, al di là della vicenda subita: «I proprietari ci hanno piegato che il loro cane aggredisce gli altri se non sono castrati. Non è possibile, dunque, che circoli senza guinzaglio e museruola». Per di più in un’area che non è uno sgambatoio: il parco “XXV aprile” di via Machiavelli, infatti, era un’area destinata ai bambini dalla quale sono stati rimossi i giochi ed oggi è in uso ad alcuni cittadini che l’hanno adibita ad area per gli animali. «Qualcuno ha appeso agli alberi anche i copertoni per l’addestramento dei dobermann», racconta l’uomo aggredito. Il quale aggiunge: «Ma la Municipale mi ha spiegato che quel parco non è uno sgambatoio e, dunque, valgono le stesse regole dei parchi cittadini». Compresa quella di non lasciare gli animali senza guinzaglio. Ricordando che in base all’articolo 590 del codice penale, il padrone risponde del reato di lesioni colpose per i danni fisici provocati, punito con la reclusione fino a tre mesi e con una multa di massimo 309 euro.
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