Il Tirreno

Versilia

ospedale sotto stress 

Disagi e proteste in oncologia Strigliata dell’Asl al reparto

Matteo Tuccini

Gli utenti si lamentano: medici irraggiungibili e c’è un solo infermiere per 11 letti L’azienda sanitaria chiede miglioramenti immediati nell’organizzazione

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viareggio

«Ho frequentato il reparto di oncologia dell’ospedale Versilia per circa tre mesi, il tempo in cui mia madre è stata ricoverata prima di perdere la sua battaglia. E l’impressione che ne ho avuto è che, nonostante la buona volontà e la professionalità non manchino, ci siano dei problemi».

Eleonora ha appena detto addio a sua madre, sconfitta da un tumore. «In momenti come questi – racconta – si è poco lucidi, per il dolore che si prova. È forte la sensazione di smarrimento. E il reparto, da questo punto di vista, non ci ha aiutato. Personalmente ringrazio la dottoressa Gianna Tartarelli, che si danna l’anima e con noi si è sempre mostrata disponibile. Ma certe difficoltà, dal confronto con gli altri medici che si rivelano sempre più sfuggenti, alla gestione dei posti letto, complicano la vita del paziente e di chi sta con lui».

Le lamentele, di Eleonora come di altri utenti dell’oncologia, sono arrivate anche all’Asl. Nel mirino finisce soprattutto il rapporto con i medici. Una difficoltà che a volte è legata alla scelta del percorso di cura da intraprendere, ma qui si entra in un campo minato: si sa che il medico fa le sue valutazioni e non basta andare su Internet per sentirsi esperti e in grado di prescrivere una terapia. A maggior ragione quando si parla di un nemico da sconfiggere così ostico.

Il problema è che gli utenti sostengono che anche solo parlare con i professionisti dell’oncologia è diventato un’impresa. Non è chiaro se sia una questione legata alla mancanza di personale, oppure se ci siano altre motivazioni. Fatto sta che con le dovute eccezioni, leggi il caso della dottoressa Tartarelli, si denuncia l’irraggiungibilità dei medici anche per un confronto breve. Che nel caso di un familiare di un malato di tumore significa una parola, una frase che possa dare un’indicazione e un momento di serenità, nel mezzo della preoccupazione e del dolore per la paura di perdere una persona cara. È logico che si entra in un campo dove la sensibilità è importante, ma non deve far perdere di vista il vero obiettivo: limitare o sconfiggere il tumore. Il professionista che si dimostra amichevole, ma poco capace, non è quello che ci si augura di incontrare.

Un altro problema sarebbe legato alla gestione dei posti letto. In oncologia ci sono 11 letti, più 16 per il day hospital: questi ultimi sono riservati a chi deve sottoporsi a esami o terapie. «C’è un solo infermiere a turno per gestire 11 letti e a volte anche di più – è la protesta – Questo rende tutto più complicato».

Le segnalazioni sono arrivate all’Asl. Che sull’argomento spiega di non voler rilasciare dichiarazioni ufficiali. Ma quello che risulta al Tirreno è che le proteste degli utenti sono state ritenute giustificate e condivisibili. Tanto da portare l’azienda sanitaria a chiedere miglioramenti immediati al reparto, soprattutto dal punto di vista organizzativo. Una strigliata che al momento non prevede richiami ufficiali, né altri provvedimenti. Una specie di cartellino giallo, a cui l’oncologia del “Versilia” dovrà dare risposte immediate. O quantomeno nel giro di breve tempo. –



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