Lutto
Nei mercati versiliesi otto ambulanti su dieci utilizzano sacchetti illegali
Le buste non rispettano la normativa sulla plastica. Ciafani (Legambiente): «Bisogna colpire i distributori»
VIAREGGIO. Fatta la legge, nessuno la conosce. O la conosce, ma a grandi linee. L’esempio lo dà l’ambulante di bikini al mercato sulla Passeggiata di Viareggio mentre infila il costumino rosso appena acquistato da un ragazza nel sacchettino fuxia molto trendy che quasi fa venire voglia di fare acquisti. «Questi sacchetti? Ah sì, sono molto belli. Ma costano tanto». Tanto quanto? «Trenta euro cinquecento sacchetti. Sono quelli ecologici». Non sa, la donna, di essere stata truffata due volte. Uno: i sacchetti ecologici si trovano a molto meno (20 euro, 500). Due: quello che ha in mano non è un sacchetto ecologico. Sopra non ha alcuna dicitura di quelle previste dalla normativa. È semplicemente illegale.
Da diversi anni in Italia (nel 2012 è uscita la normativa, prima bloccata dall’Ue, poi presa da modello, e infine diventata definitiva nel 2017), è vietata la vendita di sacchetti usa e getta. Quelli non riciclabili, che poi finiscono per mari e per terre. Possono essere venduti solo quelli biodegradabili oppure di plastica, ma riutilizzabili e con determinate caratteristiche: con almeno il 30% di plastica riciclata e lo spessore superiore a 200 micron per il trasporto di alimenti o di almeno 10% di plastica riciclata e lo spessore superiore a 100 micron per gli altri prodotti.
In media otto ambulanti su dieci, in Versilia, utilizzano sacchetti non a norma. Una media calcolata dal Tirreno sulla base degli acquisti fatti in dieci banchi presi a caso in ciascuno dei quattro comuni della costa. In Passeggiata, a Viareggio, nove banchi su dieci aveva sacchetti non a norma, a Lido otto su dieci, a Tonfano nove su dieci, al mercato del Forte sette su dieci. «Comunichiamo sempre via Whatsapp gli aggiornamenti della normativa, ma è probabile che a qualcuno sia sfuggito», commenta Valentina Cesaretti, responsabile di Confesercenti Lucca-Versilia. A Pisa l’associazione ha lanciato un progetto: «Acquistiamo noi i sacchetti e poi li distribuiamo. Per ora in Versilia non ne abbiamo parlato, potrebbe essere fatto certo».
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Ci sono due tipi di buste. I sacchetti monouso devono riportare la scritta “sacchetto biodegradabile e compostabile”. In quelli riutilizzabili, invece, deve essere riportata la scritta “sacco riutilizzabile con spessore superiore al micron per uso alimentare” o “ai 100 micron per uso non alimentare”, “ai 100 micron per uso alimentare”, “ai 60 micron per uso non alimentare”.
Le sanzioni previste sono altissime. In base alla quantità si va dai 2. 500 euro fino a 25mila che possono essere alzati fino a 100mila. Il problema è che di controlli non ne vengono fatti. Questione di priorità, dicono i Comuni. «Però non devono essere presi di mira i piccoli ambulanti – dice il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani –, ma quelle dieci aziende che commercializzano sacchetti illegali in Italia e contaminano il mercato. Non il piccolo spacciatore, quindi, ma il narcotrafficante». Solo a Forte dei Marmi, il Comune ha iniziato una importante campagna di sensibilizzazione rivolta agli ambulanti. Sono stati distribuiti manifesti informativi ovunque. In modo che più avanti nessuna dica: ma non lo sapevo. —
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