Il Tirreno

Versilia

La pianta sarà recisa per i lavori di ristrutturazione del palazzo che orna da anni in via del Marzocco: parte una raccolta di firme 

Residenti e turisti mobilitati per salvare la bouganville condannata a morire

L.B.
Residenti e turisti mobilitati per salvare la bouganville condannata a morire

LA STORIAL’hashtag è un mantra che accomuna tutti gli innamorati della splendida pianta rampicante che domina, regale e solenne, via del Marzocco: “#salviamo la bouganvilledipino” è però appello...

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LA STORIA

L’hashtag è un mantra che accomuna tutti gli innamorati della splendida pianta rampicante che domina, regale e solenne, via del Marzocco: “#salviamo la bouganvilledipino” è però appello destinato a cadere nel vuoto, ad essere reciso nelle intenzioni come la stessa fioritura avvinghiata e rigogliosa che illumina e profuma, da diversi anni ormai, il centro storico della Piccola Atene della Versilia.

La questione è molto semplice: lo stabile che ospita la pianta, una volta calato il sipario sulla stagione estiva, sarà ristrutturato: gli interni, ma anche la facciata, gli otto appartamenti che ne fanno parte, così come i muri e le terrazze. Di conseguenza il destino della bouganville che si inerpica per oltre dieci metri lungo la facciata per poi ramificare su ringhiere e appunto terrazze, è segnato.

«Sono amareggiato e dispiaciuto come tante e tante persone che per salvare la bouganville hanno dato vita anche ad una raccolta di firme e ancora all’hashtag. Ma c’è poco da fare: i lavori dei proprietari sono legittimi e la ristrutturazione non può prescindere dalla sistemazione, ovviamente, delle mura esterne. E quindi...» sospira Pino Pugliese, titolare del ristorante Il Marzocco - una delle oasi culinarie più innovatrici e ricercate di Pietrasanta - nonché ispiratore, materiale, della bouganville in questione.

«Quando sono arrivato nel centro storico, dodici anni fa, ho trovato casa proprio accanto al ristorante - aggiunge - così come avevo sognato fin dal primo momento. Giorno dopo giorno ho dato vita alla bouganville, ho potato e annaffiato i suoi fiori, l’ho vista crescere, diventare quella che è oggi: un angolo unico del centro cittadino, dove le persone si fermano per una fotografia, per osservarla, per chiedere di conto. Di notte la illuminiamo: io credo che sia un piccolo grande patrimonio della città. Una suggestione – spiega Pugliese – che non appartiene soltanto al sottoscritto, ma a tutti. Nel mese di settembre dovrò lasciare l’appartamento e quindi lo stabile: poi partiranno i lavori. Come a dire - è la sua conclusione - che abbiamo più pochi mesi per continuare a vivere questa meravigliosa fioritura». Che è una carezza dell’anima che ci fa sentire più belli. Per la sua semplice e splendida unicità. — L.B.

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