Sicurezza
L’Arci difende i circoli «Su cibi e bevande sono tutti in regola»
Per la Cassazione non possono lucrare sulla ristorazione Vecoli: noi la usiamo solo per finanziare le attività ricreative
viareggio
I circoli Arci e Cro di Viareggio e della Versilia sono tutti in regola. E possono continuare a fornire cibi e bevande ai propri soci. Con l’unico scopo di finanziare le attività culturali e ricreative nei circoli.
A intervenire sulla sentenza della Corte di Cassazione, che ha posto limiti sulla ristorazione nei circoli privati, è il presidente di Arci Lucca Versilia Jan Vecoli.
«Vorrei tranquillizzino i nostri 9500 soci della provincia di Lucca ed i nostri direttivi dei circoli che hanno l’attività di somministrazione – afferma Vecoli, storico esponente della sinistra versiliese – La sentenza richiamata nell’articolo del Tirreno si rifà ad un’altra sentenza precedente e dà semplicemente l’interpretazione del decreto legislativo 460/97, che in sostanza de-commercializza le attività di ristoro all’interno dei circoli, che non devono essere prevalenti rispetto alle attività istituzionali. La somministrazione nei circoli deve essere necessariamente riservata ai soci e deve servire a finanziare le attività istituzionali dei circoli, in base alle peculiarità degli statuti».
«I nostri circoli – prosegue Vecoli – possono stare tranquilli, dal momento che tutti svolgono attività istituzionali che vanno dallo sviluppo e la promozione della cultura, alle attività sociali, ricreative, ludiche, di sviluppo e promozione dei prodotti della terra. La Cassazione ha inteso punire i falsi circoli che non svolgono alcuna attività e fanno solo ristorazione o altri tipi di somministrazione. Si tratta, in sostanza, di una sentenza anti-furbetti, per quei falsi circoli che non svolgono fattivamente alcuna attività e, soprattutto, aprono le porte ai non soci usufruendo della tassazione agevolata: è evidente che questi casi debbano essere sanzionati, in quanto danneggiano anche chi si impegna quotidianamente in attività istituzionali ben delineate e visibili».
Questo non accade nei Cro di Viareggio, della Versilia e in generale dell’intera provincia di Lucca, assicura Vecoli.
«Chi viene a mangiare o a bere, dopo essersi associato, nei nostri circoli – dice – finanzia le attività musicali e aiuta, per esempio, un gruppo musicale emergente a crescere, finanzia le attività sociali e aiuta una famiglia in difficoltà, finanzia le attività culturali e permette che vengano svolte mostre e attività culturali accessibili. Quelli che devono temere non sono dunque i circoli – conclude il presidente dell’Arci - che sono da sempre punto di riferimento per molti associati e per molte comunità di cittadini, ma quelli che usufruendo delle facilitazioni fiscali si comportano come veri e propri ristoranti o discoteche e che, dunque, devono pagare le tasse come semplici attività commerciali». –
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