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ambiente e salute 

I comitati contro l’elettrosmog «Via l’antenna di via Matteotti»

Donatella Francesconi
I comitati contro l’elettrosmog «Via l’antenna di via Matteotti»

Il piano per la telefonia mobile fresco di approvazione ne prevede la rimozione Ad ottobre un convegno con esperti di rilievo sugli ultimi risultati scientifici

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«Se non è solo una promessa ci aspettiamo che realmente si proceda alla bonifica dell'area della sottostazione elettrica di via Matteotti dall'inquinamento da elettrosmog, per la presenza della centrale elettrica, dei tralicci dell'alta tensione e di due antenne della telefonia mobile che a tutt'oggi continuano a costituiscono un reale pericolo». È la richiesta che Rete Ambientale della Versilia e comitati “via Matteotti”, “Marco Polo” e “Pedona Ambiente e salute”, fanno all’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Richiesta che sarà portata anche all’attenzione dell’assemblea cittadina indetta per domani alle 21 nella sede della Croce Verde, ad un passo dell’area che si chiede di bonificare come previsto nel Piano della telefonia mobile di recente approvazione da parte del consiglio comunale, tra le proteste di cittadini ed associazioni ambientaliste.

«Siamo stati a Firenze ad un convegno regionale proprio in questi giorni», spiega l’architetto Daniele Cinquini, «ed abbiamo ascoltato l’esito delle ricerche condotte dall’Istituto Ramazzini. In base alle quali c’è un allarme di aumento leucemie nella fascia di età 7-14, quella che non ha ancora un sistema immunitario adeguato alle onde elettromagnetiche».

Nel marzo 2018 sono stati pubblicati on line - sulla rivista internazionale peerreviewed Environmental Research, edita da Elsevier - i risultati dello studio, il più grande mai realizzato su radiazioni a radiofrequenza. Studio intitolato “Resoconto dei risultati finali riguardanti i tumori del cervello e del cuore in ratti Sprague-Dawley esposti dalla vita prenatale alla morte spontanea a campi elettromagnetici a radiofrequenza, equivalenti alle emissioni ambientali di un ripetitore da 1.8 Ghz”. Una lunga ricerca, iniziata nel 2005, che l’Istituto Ramazzini, ha condotto - nel proprio Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni” - su ratti da laboratorio.

«Il nuovo Piano della telefonia mobile del Comune di Viareggio», è la voce di associazioni e comitati che preparano un’iniziativa cittadina simile a quella regionale per l’ottobre, «non tutela la popolazione esposta ai rischi di malattie ed effetti negativi sulla salute anche gravi ed invalidanti. Perché prevede un alto numero di nuovi siti e di nuove Stazioni radio base o loro implementazioni (in particolare nell’area della ex circoscrizione Marco Polo) con un conseguente ulteriore aumento dell’inquinamento elettromagnetico già molto alto».

Nei mesi di confronto con l’amministrazione comunale e l’assessore all’ambiente Federico Pierucci - sottolinea Cinquini - «i Comitati sono stati impegnati a lungo ed hanno presentato opposizioni in atti al protocollo, di cui non abbiamo ricevuto risposte».

Da qui l’idea dell’assemblea pubblica per spiegare ai cittadini lavoro svolto e contestazioni al Piano. In attesa che il Comune «metta mano al regolamento che ogni Piano richiede». Con l’idea che si possa, in qualche modo, riaprire una partita «che è sempre stata ed è a tutt’oggi per la salute di tutti». —





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