Italia
Pediatri prosciolti, la procura ricorre in appello
Impugnate le sentenze di assoluzione e non doversi procedere nei confronti di medici e informatori scientifici
LIDO DI CAMAIORE. C’erano soldi a disposizione dei medici che ne usufruivano a proprio piacimento, scegliendosi vacanze e viaggi. Non si spiega perché un privato faccia regali così per sfizio e non con l’obiettivo di irretire quel pubblico ufficiale che è in condizione di consigliare il suo prodotto. L’idea che un’azienda faccia regali senza avere un tornaconto non sta in piedi. Tutti elementi che per la Procura sono sufficienti a mettere a fuoco un contesto di corruzione.
Il sostituto procuratore Giovanni Porpora ha depositato in Corte d’appello il ricorso contro le due assoluzioni e i sedici proscioglimenti disposti dal Gup Pietro Murano per gli imputati nell’inchiesta “Medici low cost” che torneranno in aula a Firenze nei prossimi mesi. Tra questi anche il medico (prosciolto) Gian Piero Cassano, 66 anni, di Lido di Camaiore (con ambulatorio a Viareggio).
Al centro delle accuse regali e vacanze pagate dalle case produttrici di latte in polvere a favore di pediatri che avrebbero dovuto sentirsi in “dovere” dietro l’utilità del viaggio offerto di caldeggiare i marchi più munifici.
Nelle motivazioni il giudice argomenta assoluzioni e proscioglimenti con la mancata prova dell’accordo che legasse quei favori all’eventuale incremento nella vendita dei prodotti. Sì, incassavano i buoni per le vacanze quasi come un atto dovuto, ma che poi ci fosse un ritorno concreto in termini di fatturato per le aziende non è stato dimostrato. Di qui l’assenza degli atti contrari ai doveri d’ufficio, cardine per sostenere un’accusa di corruzione. Scrive il giudice: «La sola dazione dell’utilità potrà, quindi, costituire mero elemento indiziario dell’accordo illecito, ma giammai potrà costituirne, da solo, la prova».
Opposta la lettura dei fatti da parte della Procura. Solo aver promesso soldi o utilità ai pediatri, all’epoca convenzionati con l’Asl, basta a configurare il reato di corruzione. E non siamo solo alle promesse. È pacifico e mai messo in discussione che i medici abbiano usufruito delle vacanze pagate (uno ha fatto viaggi a Santo Domingo e soggiorni termali a Saturnia per 16mila euro). Poi certo, tanti facevano di testa propria, come lamenta un informatore il cui pediatra di riferimento non consiglia alle neo mamme il latte in polvere sponsorizzato con viaggi e regali. Ma per la Procura non significa che l’azione delle aziende non abbia avuto mire corruttive a prescindere. —
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