Sicurezza
Atti annullati per 1,2 milioni E centinaia di ricorsi aperti
La risposta del presidente di ICare, Moreno Pagnini: «Per vie legali con Nexive» E pende l’incognita delle condanne alle spese legali in commissione tributaria
Ammonta a 1.266.520,52 euro la somma che ICare non incasserà dai 260 atti impositivi annullati. A questi numeri si sommano quelli relativi ai ricorsi: 615 sui 20.000 atti notificati nel 2017, «di cui 200 sono stati definiti in sede di reclamo-mediazione e 100 sono prossimi ad essere trattati in sede conciliativa». Dati, quelli forniti dal presidente di “ICare” Moreno Pagnini - dopo oltre 1 mese al consigliere comunale Massimiliano Baldini (Movimento cittadini) ed inviati anche all’assessore Laura Servetti - che portano a conteggiare in 315 i ricorsi pendenti di fronte alla Commissione tributaria provinciale. Contenziosi che solo lunedì erano sette e per i quali la commissione ha rinviato l’udienza affinché la società dei tributi del Comune di Viareggio si costituisse, non avendolo fatto. «Con conseguente sospensione dell'efficacia esecutiva degli accertamenti e fissazione dell'udienza di merito per la probabile condanna alle spese», sottolinea Baldini. In quadro all’interno del quale - sottolinea il consigliere - «arrivano notizie per le quali la Commissione tributaria starebbe pensando a dedicare un'intera udienza solo per discutere dei ricorsi ICare, e fra i giudicanti vi sarebbe forte sconcerto per l'atteggiamento tenuto dalla stessa ICare in questa vicenda».
Tra tributi non riscossi, il fantasma delle spese legali al termine dei contenziosi, i cittadini che ipotizzano di poter ricorrere anche ad una vera e propria “class action”, il quadro per la società del Comune è denso di nuvole.
Nella relazione di Pagnini viene toccato anche il tema del contenzioso con Nexive, servizio postale privato, al quale aveva imputato la responsabilità dei 260 annullamenti il funzionario di “ICare” Marco Franciosi nella comunicazione inviata ai contribuenti interessati. «Né questa società né gli organi politici dell’Ente», scrive Pagnini, «hanno scelto il raggruppamento Nexive quale soggetto affidatario del servizio di notificazione e le condizioni contrattuali che tale servizio hanno regolato». La responsabilità della scelta, sottolinea Pagnini, è del governo del commissario prefettizio Fabrizio Stelo, passato oggi al ministero dell’interno. Era novembre 2016 quando Stelo se ne andò ed in Municipio rientrò il sindaco Giorgio Del Ghingaro. Da allora ad oggi ICare ha evidentemente ritenuto di continuare ad affidarsi a Nexive, fino ai 260 accertamenti annullati. Passaggio dopo il quale - si legge ancora nella comunicazione di Pagnini - «ICare, tramite i propri legali, ha adottato ogni iniziativa nei confronti del raggruppamento Nexive, finalizzata al risarcimento dei danni subiti a causa dell’inadempimento contrattuale di quest’ultima circa i termini di notifica». —
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