Il Tirreno

Versilia

a seravezza 

Con l’ombrellone in strada i pensionati rischiano la multa

Tiziano Baldi Galleni
Con l’ombrellone in strada i pensionati rischiano la multa

Lo usavano per ripararsi dal sole durante le loro merende pomeridiane ma qualcuno ha chiamato i vigili. «Ci eravamo solo attrezzati contro il caldo»

3 MINUTI DI LETTURA









«Li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno, a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo». Ma questi non sono i quattro pensionati di Fabrizio De André, ne “La città Vecchia”. Non c’è neppure un porto, vicino. Ma è Seravezza, un piccolo borgo della Versilia. Dove ci si conosce tutti, come una famiglia allargata. Ci si ama e ci si odia. E i pensionati sono tre seravezzini doc: Marino, Giovanni e Piero. Più un ospite della Rsa Villa San Lorenzo. Per un tavolino e un ombrellone di fortuna, messi davanti ad una panchina – il loro ritrovo pomeridiano – hanno attirato l’attenzione di un compaesano che non ci ha pensato su duo volte a chiamare una pattuglia dei vigili. Colpevoli di aver mangiato un pezzetto di cecina «comprata nella pizzeria da Paolone». E bevuto qualche birretta «presa dalla Paola». Così rischiavano anche di prendersi una multa.

La panchina sull’angolo del ponte di via Roma è il loro circolo ricreativo. Due chiacchiere prima della cena. Un pettegolezzo e un’occhiata al fiume Vezza per contare le trote. Con un tavolino per fare merenda tutto era più divertente. Questa però la vera colpa: l’aggiunta di un ombrellone, oltre al tavolino. «Con questi giorni di caldo ci faceva comodo ripararci dal sole», dice uno di loro. Un giorno, un altro, un altro ancora. Qualcuno, che osservava dalla finestra, non ha resistito. «Vigili, dovete intervenire: stanno disturbano la quiete pubblica», avrà forse detto al telefono. È scattato l’intervento dei vigili urbani (obbligati perlomeno a rispondere alla segnalazione). Da qui è iniziata la commedia.

«Scusate, ma avete pagato il suolo pubblico», avrebbe chiesto il vigile, secondo quanto riportato da alcuni testimoni. «No, ci siamo solo attrezzati per ripararci da sole e dalle auto», hanno risposto i quattro nonnini. Ai quali non è stata sollevata nessuna multa. Anche perché dopo poco hanno sbaraccato (come tutte le sere) il loro presidio, “abusivo”. E chi ha assistito alla scena, mercoledì pomeriggio, non ha trattenuto le risate. Come i pochi commercianti di via Roma. Qualcuno si è sfogato sui social: «Li trascorrono qualche ora in compagnia ed allegria». E poi si è rivolto all’ignota spia: «Esca da casa e si unisca a loro, le assicuro che sono persone simpatiche pronte ad accogliere chiunque anche uno come lei». Ma a Seravezza non mancano ripicche, e gelosie. E spesso a finire vittime dell’agone sono gli ultimi, gli indifesi. Non proprio i come personaggi della canzone di De André, ladri, ubriaconi e assassini.

Qualche anno fa erano stati presi di mira i bambini che giocavano a calcio. L’ex sindaco Ettore Neri, sulla base delle lamentele di alcuni residenti, vietò il gioco con la palla in piazza Carducci ai ragazzini con più di 11 anni. Non appena dalle finestre qualcuno sentiva rimbalzare la sfera bianco nera partiva la chiamata alla polizia municipale. E l’amministrazione fu costretta ad intervenire.

Eppure i quattro pensionati non hanno fatto male ad una mosca. Ma, come avrebbe detto Faber, «se giudicherai da buon borghese li condannerai a cinquemila anni più le spese». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze