Sicurezza
La commissione tributaria annulla gli accertamenti Ici
Il Consorzio Acli si è visto dare ragione su una richiesta da mezzo milione di euro I giudici: percentuale statistica calcolata e aggiunta senza riferimenti oggettivi
Il giudizio è quello della Commissione tributaria provinciale e di strada da fare ancora ce n’è. Ma il giudizio che i giudici Antonio Del Forno, Lida Celli e Pier Luigi Brancoli Pantera danno sull’attività dell’ex Viareggio Patrimonio - oggi ICare - è di quelli che inquietano. La vicenda è relativa all’accertamento inviato - per Ici degli anni 2009-2010-2011 - al Consorzio Cooperative Acli di Arezzo che molto ha realizzato a Viareggio. Si tratta di una richiesta di accertamento che sfiora i 500.000 euro, contro la quale è stato presentato ricorso, vinto dalle Acli con sentenza della terza sezione della Commissione tributaria provinciale.
Nella quale si legge: «L’ufficio (la Viareggio Patrimonio, ndr) nella determinazione del valore ha fatto riferimento ad una serie di criteri che, per quanto riguardano il calcolo estimale sono da ritenersi esatti. Ma non ha provveduto a fornire né alla parte (le Acli, ndr) nè a questo Collegio, alcun elemento utile». Elementi che vengono così elencati: «Atti comparativi, prezzi di vendita» e tutto quanto «atto a dimostrare la propria tesi».
E non è mera formalità che ci sia o meno il materiale richiesto dei giudici. Perché tra le contestazioni mosse dalle Acli ce n’è una che punta il dito su un elemento riscontrato che molto cambia lo scenario ai fini di quanto riscosso dalla Viareggio Patrimonio ieri e da ICare oggi, e poi riversato a costituire i bilanci comunali. «Il valore finale indicato dalla Viareggio Patrimonio - si legge - in mancanza di una testuale ricerca dei prezzi di vendita delle aree, risulta dalla applicazione della percentuale statistica dell’incidenza dell’area, in valore percentuale rispetto al valore della costruzione. Percentuale ricavata in maniera del tutto soggettiva nel 25%. In assenza di qualunque procedimento logico. E di riferimenti oggettivi a beni comparabili».
La domanda non può che essere - soprattutto perché altri accertamenti così costruiti sono ancora in arrivo - in caso di vittoria delle Acli anche negli altri gradi di giudizio, quanta parte dei bilanci di quegli anni si possa, alla fine, considerare determinata così procedendo. E quanto lo stesso metodo vada ad incidere sugli attuali. E sulle somme che l’Organismo straordinario di liquidazione attendere per chiudere il dissesto.
Da sottolineare è il fatto che il giudizio finale della terza Commissione tributaria provinciale è fondato non solo sulle difese prodotte dalla Viareggio Patrimonio, oggi fallita, ma anche dalla nuova “ICare”, costituitasi in giudizio sul finire del 2017. ICare dalla quale non c’è modo di capire cosa stia realmente accadendo tra ricorsi vecchi, ricorsi nuovi e conseguenti condanne alle spese legali. Ovvero denaro dei cittadini che viene speso. —
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