Sicurezza
Scuola elementare a rischio chiusura: scoppia la bufera
SERAVEZZA. «Chiediamo con forza che, qualora si dovesse arrivare ad una chiusura preventiva della scuola in attesa del compimento dei lavori, nessun alunno iscritto a Seravezza venga spostato in...
SERAVEZZA. «Chiediamo con forza che, qualora si dovesse arrivare ad una chiusura preventiva della scuola in attesa del compimento dei lavori, nessun alunno iscritto a Seravezza venga spostato in altra sede che non si trovi nel capoluogo». Le opposizioni con Andrea Giorgi, Elena Luisi e Davide Giannini uniscono le forze. Patto civico, Idee in comune, e Movimento 5 stelle. Tutti concordi sul fatto che da parte dell’amministrazione Tarabella ci sia «una assoluta mancanza di prospettive e soluzioni, un reiterato ritardo nel trattare e valutare i problemi più gravi». Il caso riguarda la scuola elementare Frediani di Seravezza. È stato il sindaco Riccardo Tarabella ad annunciare che – a seguito di una perizia di vulnerabilità sismica sui plessi scolastici – la scuola di Seravezza rischia l’inagibilità. «Dai primi risultati emerge – come ricordano le minoranze – che tutte necessitano, come era facile prevedere, di lavori di adeguamento. La peggior situazione riguarda la scuola elementare Frediani di Seravezza che, probabilmente, avrà bisogno di sospensione della attività, per lavori di messa in sicurezza ulteriori». La questione per i tre capigruppo sarebbe dovuta essere affrontata in una «riunione informativa ma soprattutto alla cittadinanza, si proponesse una soluzione concreta ed efficace, formulata e analizzata al fine di tranquillizzare i cittadini». Le minoranze hanno infine chiesto che la giunta «presenti nel giro di pochi giorni una soluzione, perché anche Seravezza non perda la sua scuola». Ma l’amministrazione ha già informato le minoranza nella commissione tecnica del 5 luglio che c’è piena volontà «di mantenere a Seravezza il plesso scolastico “Ermenegildo Frediani”, se possibile anche nella fase transitoria di adeguamento dell’edificio di via Vittorio Veneto». La maggioranza ha anche replicato accusando i tre consiglieri di «nessuna idea, nessun progetto, nessuna soluzione. Anche sul delicato tema della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici i gruppi consiliari di minoranza confermano il loro ben noto e comprovato limite di non andare oltre le parole e le dichiarazioni di principio». —
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