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Gli albergatori contro le notti folli a Focette «Siamo in ostaggio»

Gli albergatori contro le notti folli a Focette «Siamo in ostaggio»

MARINA DI PIETRASANTA. «È necessario arginare il degrado che sta aumentando nella nostra zona», così inizia la lunga lettera di protesta degli albergatori di Marina di Pietrasanta che puntano il dito...

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MARINA DI PIETRASANTA. «È necessario arginare il degrado che sta aumentando nella nostra zona», così inizia la lunga lettera di protesta degli albergatori di Marina di Pietrasanta che puntano il dito contro il degrado che si creerebbe durante le notti dei fine settimana.

«Siamo ostaggi - scrive Gianluca Francesconi dell’hotel King - di orde di ragazzi che frequentano le discoteche della zona del lungomare. Il rituale comincia verso mezzanotte quando iniziano ad arrivare in piazza IV Novembre davanti la spiaggia libera ed in via Tolmino per prepararsi alla serata con gli sportelli delle macchine aperti, musica alta, grida, urla ed ovviamente tanto alcool per cominciare ad ubriacarsi».

Secondo il racconto degli albergatori il riprenderebbe al mattino dopo la discoteca tra le 4.30 e le 6: «Ancora alcool, musica a palla, urla, cori da stadio, bottiglie spaccate, gare di clacson e sgommate a ripetizione nel piazzale con gente che vomita o dorme nelle macchine anche lungo la strada. Ho chiamato le forze dell’ordine ma nessuno si è presentato. Il problema riguarda - precisa l’albergatore - anche l’hotel Joseph, l’hotel Oceano e il Club Nautico».

Qui addirittura sarebbero state ritrovate le porte degli spogliatoi divelte, rete divisoria con la spiaggia libera abbattuta, spiaggia piena di bottiglie e messa a soqquadro con persone trovate a dormire e bivaccare in mezzo alle barche.

«Siamo ben oltre il fastidio per i clienti - continua lo sfogo - è diventato un vero e proprio problema di ordine pubblico: un rito sempre uguale a se stesso che si ripete ogni fine settimana. Invitiamo dunque il sindaco, il vicesindaco e l’assessore al turismo a passare il prossimo sabato notte in una delle nostre strutture così da capire meglio la gravità del problema. Questo potrebbe indurli a prendere dei correttivi. Non è più possibile lavorare in una condizione del genere: investiamo tempo denaro e fatica nelle nostre imprese per cercare di offrire un’accoglienza all’altezza del nome di Pietrasanta e della Versilia per poi vedere scappare i clienti e vedere vanificati tutti i nostri sforzi per colpa bande di ubriachi lasciati liberi di fare tutto quello che vogliono».

Gli albergatori ne fanno dunque anche una questione del buon nome della Versilia. —

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