Gioco
Spostare di 10 metri la Gora di Stiava per non abbattere sessanta abitazioni
È il progetto dell’amministrazione comunale inserito nel nuovo Regolamento urbanistico
Spostare la Gora di Stiava per dieci metri verso viale Tobino, utilizzando i terreni tra canale e strada. È l’intervento che l’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro «ha concordato con Genio Civile e Consorzio di bonifica lo spostamento del canale». Spostamento che sarà inserito nel nuovo Regolamento urbanistico ed il cui progetto esecutivo viene indicato come «in fase di predisposizione». L’ipotesi prevede «lo spostamento del canale di circa 10 metri verso il viale Tobino». Tra canale e strada ci sono dei campi: «Un’area tutta agricola - spiega l’amministrazione - e le proprietà sarebbero disponibili alla cessione in quanto interessati alla sospensione delle ordinanze di demolizione».
È una storia, quella delle abitazioni con ingresso sulla via di Montramito vecchia che sul retro affacciano sulla Gora di Stiava, che inizia in quell’ormai lontano 1986, anno in cui i cittadini della strada presentano le istanze di sanatoria. Cucine, verande, bagni, camerette costruite nel tempo violano la distanza di quattro metri fissata come fascia di rispetto dal corso d’acqua, a rischio esondazione. Nel 2000 arriva il parere negativo del Genio Civile di Lucca: niente sanatoria delle opere realizzate perché lì insiste il vincolo di assoluta inedificabilità.
Nel 2003 il Comune rifiuta il rilascio della concessione edilizia in sanatoria e l’anno dopo chiede i progetti di spostamento delle volumetrie abusive. I volumi - così veniva specificato - dovevano essere portati fuori dalla fascia di rispetto indicata dal Consorzio di bonifica. Il Comune avvisava gli interessati che «vista la presenza di vincoli di inedificabilità», la mancata presentazione di quanto richiesto avrebbe comportato il diniego alla sanatoria.
Passano tre anni ed arriva il 2007, quando l’Ente pubblico approva il Piano di recupero della zona (delibera 706/2007).
Da allora si arriva dritti a quel 2016 che, con l’amministrazione Del Ghingaro appena insediata, vede il Comune emettere i provvedimenti di diniego dei condoni per tutte le abitazioni lungo via di Montramito, dopo 20 anni di attesa. Insieme ai dinieghi arrivano anche le ordinanze di demolizione.
In realtà, il Piano di recupero 2007 prevedeva la possibilità di recuperare in sopraelevazione i volumi da abbattere. Oggi si è arrivati alla conclusione che - così spiega il Comune - «tale soluzione appare non percorribile in ragione anche della normativa in materia di sismica che è intercorsa negli ultimi anni».
Una situazione di stallo, insomma, con i cittadini impegnati a presentare ricorsi e con l’Ente pubblico alla ricerca di una soluzione che salvasse, come si dice, “capra e cavoli”. «È stato deciso», si apprende in questi giorni, «in accordo con Avvocatura comunale, dirigente del settore urbanistico e dirigente del settore edilizia privata di far presentare istanza di adesione al Piano 2007, per sospendere gli effetti delle ordinanze in essere». Passaggio al quale seguirà l’approvazione, in consiglio comunale, «dell’atto di avvio del procedimento di Variante al Piano 2007, in modo di consentire di prendere tempo e strutturare soluzioni definitive». Nel frattempo sarà messo appunto il progetto di spostamento della Gora di dieci metri rispetto alle case, verso viale Tobino, nel tratto in cui si trovano le abitazioni che sul canale si affacciano. —
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