Il Tirreno

Versilia

Il Comune invia oltre 18mila lettere per tasse non pagate

Cesare Bonifazi

Massarosa: oltre duemila cittadini pronti a rateizzare. Ridotta la spesa di oltre un milione di euro in dodici mesi 

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MASSAROSA. «Stiamo facendo dei grossi passi in avanti, ancora ci sono dei problemi ma la direzione è quella giusta», a parlare è Stefano Natali, assessore al bilancio del Comune di Massarosa. L’amministrazione Mungai sta cercando in tutti i modi di recuperare terreno in campo finanziario: le criticità sono i debiti, le alienazioni, i residui e le tasse da riscuotere. Proprio su quest’ultimo punto il Comune ha avviato una campagna a tappeto per recuperare quei crediti sui cittadini che, a vario titolo, non hanno pagato quanto dovuto. Sono partiti ben 18mila atti coattivi con cui vengono richiesti ai cittadini le cifre su tasse come, un sempio su tutti, la Tari: non si tratta dunque di avvisi bonari, come erano stati inviati in passato, ma di veri e propri preavvisi di fermo amministrativo.

«C’è da precisare che questo dato non corrisponde esattamente a 18mila posizioni singole da regolarizzare – spiega l’assessore – può accadere per esempio che un cittadino sia destinatario di più atti perché magari non ha pagato più bollettini. Fino a questo momento, secondo quanto dicono gli uffici, sono stati duemila i massarosesi che hanno deciso di rateizzare quelle cifre». Secondo il calcolo dei tecnici, corrisponderebbero a circa il 30% dell’intero pacchetto di lettere inviate. La cifra totale ammonta adesso a 21 milioni di euro (dentro non ci sono solo i soldi dovuti dai cittadini ma anche i debiti di Gaia), circa 600mila euro rispetto al 2016.

«Un altro dato importante per il risanamento delle casse viene dal consultivo 2017: ovvero che abbiamo ridotto la spesa rispetto all’anno precedente di circa un milione e centomila euro passando a 17, 6 milioni. È il frutto di un lavoro di taglio su contratti e altre voci di spesa».

A questo va aggiunto il fatto che è ancora in essere il piano delle alienazione, un’operazione di vendita di alcuni beni che fanno parte del patrimonio del Comune e che aiutano a riportare una parziale liquidità: si pensi per esempio che da bilancio preventivo a fine 2018 è prevista un’entrata di un milione e cento dalla vendita di questi beni, da gennaio a giugno l’amministrazione ha accertato 400mila euro. La stessa cifra era stato il ricavato per tutto il 2017.

«Siamo stati molto criticati sulla campagna di alienazione dei beni – spiega Natali – ma la verità è che abbiamo conservato gran parte del nostro patrimonio immobiliare: basta tener conto dei 22 plessi scolastici, 8 campi sportvi, 14 cimiteri, 8 centri civici su cui abbiamo investito. Quello che abbiamo messo a bando sono soltanto quelli che in gergo tecnico vengono chiamati asset non strategici, ovvero quei beni di cui potevamo fare a meno e che sarebbero rimasti inutilizzati».

Passi in avanti ma Natali rimane cauto: «Siamo consapevoli che la situazione è in miglioramento ma dobbiamo tenerci sempre vigili perché c’è ancora da fare». –


 

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