Il Tirreno

Versilia

lettera di fuoco 

Addio al veleno alla Versiliana: «C’erano sprechi clamorosi»

Luca Basile
I tre dimissionari del cda della Versiliana: Di lorenzo, Giubilaro e Giovannetti
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I tre dimissionari del cda della Versiliana: Di lorenzo, Giubilaro e Giovannetti

I vertici dimissionari si rivolgono al sindaco Giovannetti sulla questione conti. Ma il destinatario delle critiche sembra essere il direttore artistico Simoni con le sue scelte

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PIETRASANTA. La Fondazione Versiliana? «Quando ci è stata affidata era tecnicamente fallita sotto il peso di 860mila euro di debiti e di una reputazione ormai entrata stabilmente in territorio negativo». Parole, scritte, a firma di Piero Di Lorenzo e Aldo Giubilaro, rispettivamente presidente e presidente onorario – dimissionari – della stessa Fondazione indirizzate al sindaco Alberto Giovannetti.

LETTERA AL CURARO. Una lettera aperta, quella di Giubilaro e Di Lorenzo, che se da un lato boccia l’operato del cda voluto nel 2010 dal governo cittadino di centrosinistra – e non è una novità – dall’altro mette nel mirino anche le scelte del direttore artistico Massimiliano Simoni: del resto che i rapporti fra Di Lorenzo e Simoni non fossero dei più idilliaci, dalle parti del parco caro al Vate D’Annunzio, era cosa nota. «Abbiamo letto con grande piacere che il sindaco Giovannetti ha chiesto, una “ricognizione” dei bilanci 2010/2017 della Fondazione Versiliana. Finalmente qualcuno potrà testimoniare il grande lavoro e gli importanti risultati ascrivibili a questo Consiglio di gestione. Quindi sentiamo il dovere di mettere a disposizione del sindaco il know how maturato. Non c’era un hotel in Versilia, quando siamo stati nominati, disposto a prenotare una camera per la Fondazione senza il pagamento anticipato e non c’era un personaggio di alto lignaggio della politica o della cultura disponibile a salire sul palco degli “Incontri al caffè”; tutte le strutture erano fatiscenti e fioccavano gli atti ingiuntivi dei creditori. Ci siamo rimboccati le maniche e, con l’aiuto del sindaco Massimo Mallegni, abbiamo iniziato l’opera di risanamento dei conti».

Simoni nel mirino. La lettera, indirizzata al sindaco, prosegue con un destinatario ben preciso. «Abbiamo pensato, invece, che per riqualificare il brand sarebbe bastato un investimento sul Caffè molto più limitato rispetto a quanto necessario per il teatro. Pertanto, l’unico “investimento” è stato fatto sull’ospitalità e alla seconda stagione il brand Versiliana ha aperto otto volte i telegiornali della sera e ha riempito pagine dei quotidiani. Oggi, godendo di questo capitale mediatico, anche un dilettante può organizzare con successo varie stagioni degli “Incontri al Caffè”. Al sindaco Giovannetti possiamo nel frattempo mostrare un preventivo di 2.450 euro chiesto per riparare il motore della fontana della Villa e poi la fattura di 500 euro, pagata realmente per il lavoro in questione dopo una diffida. E ancora la fattura di 1.800 euro, ricevuta a fronte di un lavoro che consisteva nel prolungamento di una decina di metri di una presa di corrente: ne abbiamo preteso semplicemente l’annullamento. Oppure le richieste di rimborso spese presentate dal direttore artistico Simoni – scrivono Di Lorenzo e Giubilaro – relative al suo aggiornamento professionale o alle sue trasferte per i più vari motivi che abbiamo tranquillamente bloccato, chiedendogli di uniformarsi al fatto che dalla Fondazione i sottoscritti non hanno preso 1 euro per alcun motivo durante tutto il mandato ed hanno operato un risparmio gestionale di circa 600 mila euro l’anno. Adesso se vuole, signor sindaco – è la conclusione della lettera – sa che può contare sulla nostra entusiastica collaborazione per capire come abbiamo bloccato il “sistema” che consentiva sprechi incredibili».
 

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