Il Tirreno

Versilia

la movida in via michelangelo 

Esposti contro il locale I titolari: noi nel mirino di alcuni residenti

Melania Carnevali
Esposti contro il locale I titolari: noi nel mirino di alcuni residenti

Il Public House 42: mai multati perché rispettiamo le regole Uno degli abitanti è stato già condannato per diffamazione 

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«A volte ci sentiamo come capri espiatori. Come se alzassero sempre un polverone su di noi, per distogliere l’attenzione da chi veramente fa quello che vuole in questo paese. E il risultato è che Forte dei Marmi sta diventando un paese morto, che i giovani non frequentano più». Francesca Graziani è la titolare, insieme al compagno Michele Consigli, del Public House 42, birreria in via Michelangelo Buonarroti, uno dei locali del Forte che ha collezionato più esposti contro i rumori (tutti presentati al Comune da qualche residente). E questo nonostante il tribunale di Lucca (nel 2017) abbia già condannato uno dei firmatari delle passate segnalazioni per diffamazione, proprio perché aveva presentato al Comune un esposto accusando il locale di fare musica oltre il consentito, il deposito di rifiuti nella zona circostante e l’uso di droghe all’interno del locale.

Tutte accuse infondate secondo il giudice Antonia Aracri che ha condannato il residente a otto mesi (con il beneficio della sospensione condizionale della pena). Oltre alla diffamazione è stato condannato infatti anche per il «getto di cose pericolose» perché, nell’agosto del 2016, alle 22, entrò nel locale durante il concerto dei Decals con una bombola di gas e la aprì e urlò «spegnete la musica o vi intossico tutti».

Bene: da allora, al comando dei vigili urbani continuano ad arrivare chiamate e segnalazioni per la musica alta nel locale. «Noi facciamo musica solo una volta alla settimana. E la facciamo in genere il venerdì o il sabato, quando nemmeno avremmo bisogno di fare concerti per attirare clienti, proprio per non disturbare durante la settimana. Quindi ci perdiamo di incasso, ma siamo contenti di dare un servizio al paese», spiega Francesca. «I concerti – continua – sono sempre all’interno del locale con porte chiuse e, per maggior cautela, abbiamo anche installato un limitatore tarato che interrompe automaticamente la musica nel caso di superamento dei limiti di legge e una barriera acustica sul confine del recettore più sensibile». Tanto è vero che, ogni volta, i vigili vanno al locale, controllano, e non fanno mai una sanzione perché risulta tutto in regola. Eppure non basta. «Sembra che vogliano mandarci via. A volte ci pensiamo anche, ad andarcene. Si capisce perché i giovani vanno a Lido». —



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