Toscana
Lutto a Sant’Anna, muore Nella l’eroina dell’eccidio nazista
Salvò i suoi tre fratellini nascondendoli in un metato e poi li crebbe da sola. Gestiva il bar di Valdicastello e ogni 12 agosto lo teneva chiuso per lutto
STAZZEMA. La prossima settimana, ad Azzano, sarà rievocata dall’associazione Coquelicot Teatro la vicenda avvenuta ai Mulini di Sant’Anna il 12 agosto 1944. Sarà messa in scena quell’ultima azione omicida in cui i nazifascisti uccisero i mugnai Egisto e Maria Angelica. Erano i genitori di Nella, la figlia maggiore, che invece – poco prima di quel momento – riuscì a scappare, portando in salvo i tre fratelli più piccoli. Oggi se ne va anche la sua memoria. Nella è morta lunedì, aveva 91 anni. Era una delle ultime eroine di Sant’Anna. Avrebbe voluto assistere a quella rievocazione. Enrico, Anna, e Liliana (che aveva 22 mesi): erano loro i fratelli di Nella. Li prese sotto la sua custodia e li nascose in un metato poco lontano dal mulino di famiglia. «Nella aveva 17 anni il giorno della strage», ricorda lo storico e giornalista Giuseppe Vezzoni, che ha raccolto anche questa vicenda nel suo ultimo racconto “L’eroico sacrificio di Delia e Maria a Sant’Anna di Stazzema”. Lo spettacolo teatrale, che si svolgerà il 14 luglio, è tratto proprio da questo saggio. «Nella era la più grande dei quattro fratelli – prosegue Vezzoni –. La mamma Maria Angelica, ritornando da Valdicastello, aveva saputo di quello che stava succedendo a Sant’Anna. Si fece aiutare a togliere alcune cose di casa e poi gli ordinò di portare i tre fratellini in un metato nel bosco».
E fu così che si salvarono. Quello dei Mulini fu l’ultimo atto di violenza nella frazione di Sant’Anna. Ne seguì un altro a Valdicastello dove persero la vita 14 persone. Nella era nata nel 1927 e aveva vissuto nell’unico mulino di Sant’Anna: per questo era conosciuta da tutti nel paesino di Stazzema. Era un’amata sarta di Valdicastello e aveva a lungo gestito anche l’attività del bar del paese. Lo teneva chiuso ogni 12 agosto, in segno di lutto per ricordare quel tremendo giorno, mai dimenticato. La cerimonia funebre si è svolta ieri, alla Pieve di Valdicastello Carducci, dove alle 15.30 è stata celebrata la messa. Anche Enrico Pieri, superstite e presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna, conosceva bene Nella, e ricorda i momenti di convivialità vissuti al mulino prima dell’eccidio. «Ne ho ancora memoria di quando era ragazza – dice Pieri –. A quei tempi il mulino di paese era un luogo importante. Serviva per macinare le castagne, il granoturco, se dovevi fare il pane, c’era comunque da passare da lì. La famiglia Mancini era ospitale con tutti e spesso abbiamo mangiato tutti insieme, anche dopo la cernita delle castagne». Nella però è stata una donna eroina prima e dopo la strage. «Rimase sola a fare da capofamiglia ai tre fratellini – continua Pieri – poi si sposò presto ma la sorellina più piccola fu data in affidamento».
La testimonianza di Nella oggi è custodita nel libro di Oliviero Toscani, “I bambini ricordano”. Una testimonianza nuda e cruda di quello che i superstiti hanno dovuto subire: vedere con i propri occhi i cari accasciati a terra, trafitti dai colpi di mitraglia. «Il 12 agosto per me fu un fulmine a ciel sereno – si legge
nel libro di Toscani –. Eh...nel dormire di scosse ne ho tirate tante, i sogni e...il sentimento dell’odio».
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