Gioco
Viareggio-Marina un’odissea di tre ore tra pedane rotte e pensiline fuori uso - Video
Il viaggio in bus di Gilberto, costretto su una sedia a rotelle, per raggiungere la spiaggia. Il Tirreno lo ha accompagnato
VIAREGGIO. Da Viareggio a Marina di Pietrasanta: neppure 7 chilometri di viale a mare percorsi, in autobus, in quasi tre ore di viaggio. Non è il guinness world record del ritardo dei mezzi pubblici: si tratta invece dell’odissea che una persona con disabilità motorie è costretta ad affrontare per raggiungere la spiaggia pubblica attrezzata per disabili di Motrone. Ad accompagnare Il Tirreno in questo viaggio è il vicepresidente della Uildm-Versilia Gilberto Dati, costretto in sedia a rotelle dall’età di 14 anni.
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Appuntamento alla stazione degli autobus di piazza Massimo D’Azeglio, a Viareggio. Il mezzo arriva puntuale alle 9. 20 ma subito c’è un problema: la pedana per far salire a bordo Gilberto è guasta. Non resta che aspettare il bus sostitutivo. Si accumula così un quarto d’ora di ritardo: nel secondo mezzo, il macchinario funziona. «Purtroppo questi guasti capitano spesso - racconta Gilberto - soprattutto con le pedane a sollevamento presenti sulle linee extraurbane che sono più soggette a danneggiarsi. La situazione migliora con le pedane che si trovano sui mezzi nelle tratte urbane: scendono oblique al marciapiede, come una rampa, e il rischio che si rompano è sensibilmente inferiore».
Lasciata Viareggio il bus arriva a Lido di Camaiore dove, nei pressi del pontile, scende. Una tappa per verificare lo stato di un altro autobus in arrivo nell’arco di 15 minuti. Anche nella scesa però sopraggiunge un problema: la soglia della pedana (la striscia metallica che impedisce al disabile di scivolare in avanti durante l’operazione di carico e scarico) non si abbassa a terra e solo grazie all’aiuto del conducente Gilberto riesce a "scavalcare" l’ostacolo. Il nuovo mezzo arriva alle 10. 15: sebbene stavolta la pedana funzioni, a restare bloccata è la cintura di sicurezza che dovrebbe impedire lo slittamento a bordo della sedia a rotelle durante le frenate o le curve. «Io riesco ad usare le braccia e a reggermi al manicotto - ammette Gilberto - ma non tutti purtroppo sono così fortunati».
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Il calvario però deve ancora entrare nel vivo. Superata Lido si apre il lungo viale a mare dove non esistono gli stop "disabile-friendly", ovvero quei punti di sosta abilitati alla discesa e alla salita delle persone con difficoltà motorie e segnalati da un’icona ben visibile sul cartello della fermata. «Se il conducente chiude un occhio - spiega Gilberto - allora si ha comunque la possibilità di scendere, magari con qualche difficoltà. L’autista altrimenti sarebbe obbligato a proseguire fino all’area di sosta idonea più vicina». Detto fatto, quando Gilberto prenota la fermata di Motrone il conducente riferisce che non può accostare: paradosso dei paradossi, l’arenile attrezzato per i disabili è circondato da fermate non adatte a loro.
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La situazione si ripete per tutto il litorale di Marina di Pietrasanta fino al capolinea a Forte dei Marmi, a circa 5 chilometri e mezzo da quella che sarebbe dovuta essere la destinazione. Cosa deve fare quindi? Decide di tornare indietro con un terzo bus, ora in direzione Viareggio. Partendo in ritardo, il bus porta Gilberto a destinazione a mezzogiorno. Solo questione di fortuna: il nuovo autista è stato comprensivo e ha permesso di scendere direttamente a livello della carreggiata - la pensilina presenta infatti un marciapiede eccessivamente alto e senza scivoli - davanti alla spiaggia di Motrone dove Gilberto potrà godere di alcune ore di mare. La mattinata infatti è andata e tra non molto tempo dovrà inevitabilmente armarsi di pazienza per tornare a casa. Un’altra odissea.
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