Sicurezza
Proteste a Lido per i prossimi lavori nell’area di Dini e Denna
Gli abitanti di via Ferrarin fanno ricorso al Tar per evitare che la viabilità passi davanti alla scuola materna del Secco
lido. Ci sarà anche il ricorso al Tar nel progetto di riqualificazione del complesso Dini e Denna del Secco a Lido di Camaiore. A promuoverlo sarà il neocostituito comitato dei cittadini che protestano sulla nuova viabilità che verrà realizzata. Il punto dolente, secondo questi residente, è via Ferrarin dove passeranno le strade in uscita dal nuovo polo commerciale che verrà realizzato.
Il progetto prevede la completa demolizione dell’immobile esistente e la realizzazione di un nuovo edificio a destinazione commerciale su due piani con una superficie di vendita di circa 2.900 metri quadrati.
Ci sarà poi un’area di parcheggio vicino alla rotonda di 290 posti auto; un tratto di pista ciclabile collegato ai percorsi esistenti sul mare, un’area di sosta per le biciclette da utilizzare eventualmente come sosta per il bike sharing e un attraversamento a raso sulla via Aurelia.
Secondo i cittadini, il problema nasce dal fatto che la strada di entrata e di uscita sulla via Aurelia, nel futuro diventerà una strada di sola uscita e le macchine, l’entrata principale sarà piazzata altrove: verrebbe infatti, secondo il piano presentato, realizzato un nuovo varco su via Ferrarin, destinato ad uscita secondaria dei clienti, ma anche come ingresso dei mezzi di rifornimento; inoltre sarebbe mantenuto il varco su via de Pinedo per la sola uscita dei mezzi di rifornimento.
«Alla via Ferrarin senza sbocco sull’Aurelia si accede con una curva a gomito dalla via Trieste- scrivono dal comitato - la strada ha una carreggiata stretta: la mancanza di sbocchi alternativi rende necessario mantenere il doppio senso di circolazione. Sul lato nord del tratto di via Ferrarin c’è una scuola e nel momento dell’entrata e uscita degli alunni sono parcheggiate lungo la strada diverse macchine. L’incremento del traffico - spiegano - aumenta il rischio incidenti per gli allievi. Inoltre i mezzi pesanti si trovano costretti ad effettuare due curve a gomito, in rapida successione, in uno spazio breve ed angusto. Per accedere da via Trieste a via Ferrarin, un autoarticolato di normali dimensioni sarebbe costretto ad invadere la carreggiata opposta. Le criticità sono riassumibili: lo spazio è ristretto e ci sono solitamente molte auto dei genitori vicino all’orario di naturale accesso dei mezzi di rifornimento. Le soluzioni presentano, quindi, evidenti profili di irrazionalità. Nonostante serate di incontri per cercare una soluzione, questa sembra lontana». —
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