Il Tirreno

Versilia

il futuro dell’ospedale 

Il primario che lotta contro i tumori al seno non lascerà il Versilia

Matteo Tuccini

Francesconi e la sua squadra fanno 450 operazioni all’anno «Nessuno vuole e può ridimensionarci, anzi ci rafforziamo»

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VIareggio

In Versilia ogni anno si scoprono oltre duecento nuovi casi di tumore al seno. Alcuni devono essere operati subito, altri hanno necessità di seguire prima il percorso della radioterapia. Che alla fine porterà all’intervento chirurgico all’ospedale Versilia. Sono 450 all’anno le operazioni eseguite dalla senologia diretta dal dottor Duilio Francesconi: un’eccellenza dell’ospedale di Lido, che da tempo viene considerata a rischio. Con lo stesso dottor Francesconi che viene dato in procinto di trasferirsi all’ospedale di Lucca. Per la creazione di una nuova senologia unificata, con l’attività chirurgica incentrata proprio sul nuovo “San Luca”.

Ma è lo stesso medico, molto apprezzato dai pazienti e in particolare dalle donne che è riuscito a curare e a guarire (oggi la percentuale di sopravvivenza del tumore alla mammella va dall’85 al 98% dei casi) a fugare ogni dubbio.

«La nostra senologia – spiega Francesconi – è un’eccellenza che nessuno vuole penalizzare. E neanche potrebbe, se lo volesse. Perché siamo ampiamente sopra la soglia minima di casi trattati. Questo significa che, anche dal punto di vista numerico, non si può togliere la chirurgia oncologica della mammella a un ospedale che fa 450 interventi all’anno. Oltre a diagnosticare oltre 200 nuovi casi nello stesso lasso di tempo».

Eppure da mesi, se non da anni, si parla di un reparto unico tra Lucca e Versilia. Con Francesconi... spostato più oltre il Quiesa. Per non parlare del caos che si è creato negli ultimi giorni a Livorno. Dove il primario nominato da poco sembrava volesse lasciare un reparto ritenuto senza futuro, perché l’Asl sembrava intenzionata a puntare su altri centri. Come Cecina.

«Sì, ho sentito anche io queste cose – replica il primario Francesconi – ma voglio rassicurare i nostri pazienti. Noi al “Versilia” abbiamo creato una squadra: non ci sono solo io, ci sono colleghi capaci che hanno accumulato esperienza e capacità. Inoltre abbiamo un ottimo legame con la radiologia e la dermatologia: in entrambi i casi i protocolli che seguiamo sono ritenuti all’avanguardia, proprio perché si richiede una collaborazione sempre più stretta tra questi reparti. Sia in termini di diagnosi, dove il lavoro che fa la radiologia è fondamentale, sia in termini di interventi».

Quindi non ci saranno traslochi, né indebolimenti? Francesconi assicura di no. «Io credo che invece ci rafforzeremo – spiega il medico – lo abbiamo già fatto con l’acquisizione di un nuovo mammografo che va a potenziare le diagnosi. E sappiamo quanto sia importante il cosiddetto screening nella prevenzione dei tumori alla mammella: soprattutto se avviene in una fase iniziale aumenta l’efficacia delle cure e la percentuale di sopravvivenza. A Lucca resteranno la radioterapia, com’è ovvio, e le ricostruzioni del seno più complesse. Il nostro reparto manterrà le sue prerogative». –



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