Il dolore
Sicurezza dei trasporti stretta dei Comuni versiliesi
Il nuovo piano di Protezione civile richiede a tutte le imprese il documento di valutazione dei rischi. Del Dotto: «Chi omette è già colpevole»
La Versilia aggiorna il proprio Piano di Protezione civile ed alle imprese del trasporto viario (autostrade) e ferroviario (come a tutte le altre) chiede di produrre il Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze, ovvero la valutazione del rischio possibile in relazione alla realtà del territorio e/o della lavorazione. «È chiaro che la mancata produzione dei documenti richiesti», scrive il sindaco di Camaiore - e presidente dell’Unione dei Comuni che la Piano ha messo mano - «inibisce qualsivoglia analisi dei rischi dei fattori che motivano l’adozione del Piano intercomunale di Protezione civile. Peraltro , ciò consegna le aziende inadempienti ad una prospettiva di responsabilità (civile, penale, amministrativa) certa e sicura per omissione nel caso dovessero verificarsi (come non ci si augura) incidenti, anche gravi». La comunicazione è stata inviata a Trenitalia, Rfi, agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, Dipartimento nazionale di Protezione civile, Presidenza del consiglio dei ministri, presidente della Regione Toscana ed assessore regionale alla mobilità. Ma l’attenzione è rivolta anche al trasporto autostradale: «Penso all’incidente dei giorni scorsi», sottolinea Del Dotto, «quando due Tir si sono tamponati in autostrada, in Versilia. Le case si trovano a 50 metri dal luogo dell’incidente».
Lo scopo delle richieste finalizzate al nuovo Piano di Protezione civile «è attivare un sistema di azioni che mettano con le spalle al muro chi omette. Perché omissione è uguale a colpa». E se un sistema di sanzioni da parte dei Comuni non è ipotizzabile, è però possibile chiedere a tutti gli Enti gerarchicamente superiori che intervengano in tal senso, una volta arrivata la segnalazione di inadempienza.
Nell’Unione dei Comuni della Versilia manca Viareggio: «L’appello al sindaco Giorgio Del Ghingaro - sono le parole del primo cittadino di Seravezza, Riccardo Tarabella - è ad entrare, al fine di pianificare tutti insieme la sicurezza ferroviaria per quello che riguarda il territorio della Versilia». Tarabella, nell’intervenire al confronto organizzato dall’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009, è tornato a proporre «un consiglio unito di tutti i Comuni della Versilia» per affrontare la questione della sicurezza ferroviaria.
Da Tarabella sono arrivate parole importanti per l’attività svolta in questi 9, lunghissimi anni, dai familiari delle vittime del disastro ferroviario: «Avete portato, insieme ai tecnici coinvolti nel processo per le parti civili, la crescita di culture in un settore in cui siamo tutti ignoranti come capre». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
