Il Tirreno

Versilia

il caso 

Il bagno dei Barilla davanti al giudice di pace per la multa al ristorante

Melania Carnevali

Il bar dello stabilimento lo scorso anno era stato multato perché secondo il Comune serviva clienti fuori stagione Il gestore ha fatto ricorso

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Era stato multato perché, secondo la polizia municipale di Forte dei Marmi, serviva clienti fuori stagione. Ossia in inverno. Adesso il Bagno Piemonte, stabilimento balneare di proprietà della famiglia Barilla, andrà davanti al giudice di pace di Lucca per spiegare le sue ragioni. Il gestore dello stabilimento (dato in affitto dalla proprietà), Fabio Tenerani, ha fatto infatti ricorso al giudice contestando la sanzione. Che, poi, non era nemmeno irrisoria: 5mila euro





La sanzione risale all’inverno del 2017. È fine febbraio, quando la polizia municipale inizia a fare i controlli negli stabilimenti balneari per verificare che nessuno si sia trasformato in ristorante senza permesso. E quando gli agenti entrano nel Bagno Piemonte, trovano il ristorante in piena attività. Fornelli accesi, pentole sul fuoco, profumo di cucina, persone in sala che aspettano il pranzo. Secondo la polizia municipale quelli non sono amici o parenti, ma proprio clienti. E fanno la multa.



La sanzione è scattata per la «violazione della disposizione della legge regionale 28 del 2005» sulla somministrazione di alimenti e bevande. La normativa regionale prevede, infatti, che l’apertura (o anche solo il trasferimento) di un esercizio di somministrazione alimenti e bevande debba essere preventivamente dichiarata con una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività). Nel caso degli stabilimenti balneari, l’attività di ristorazione, però, può essere effettuata (salvo deroghe) nel periodo di apertura stagionale, quindi da giugno a settembre, o anche da marzo (il Comune lo permette purché il bagno sia già in regola con bagnino e il resto del personale). Per chi sgarra è prevista una sanzione che va da un minimo di 2. 500 a un massimo di 15mila euro. Al Bagno Piemonte è toccato (come sempre in questi casi) il doppio dalla minima.



Quello dei Barilla non è l’unico stabilimento balneare ad essere stato multato, negli anni, per il ristorante fuori stagione. E non è nemmeno l’unico ad aver fatto ricorso al giudice di pace. Il Comune ha già nominato il proprio legale per costituirsi in giudizio. E adesso si aspetta il verdetto. Il giudice potrà ridurre la sanzione o cancellarla del tutto. Ma, per ottenere questo, il gestore dovrà dimostrare che quelli in sala, non erano clienti, ma familiari o, al massimo, amici. Insomma: che quello non era un ristorante. —



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