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Assemblea allo stadio con società e tifosi «Salviamo l’impianto»

Roy Lepore
Assemblea allo stadio con società e tifosi «Salviamo l’impianto»

Il presidente Baroni farà il punto sui problemi della struttura L’11 luglio l’incontro con il Comune per trovare una soluzione

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VIAREGGIO

Assemblea pubblica questa mattina a partire dalle 11,30 allo stadio dei Pini. Il presidente del Viareggio 2014 Cristiano Baroni ha invitato tutti a un incontro-conferenza in tribuna, per affrontare la questione dello stadio dei Pini. «Cerchiamo di essere in tantissimi – è l’appello di Baroni – è fondamentale. Vogliamo che ci siano tutte le componenti della città a cui l’impianto sportivo sta a cuore».

Dopo il sopralluogo della Commissione di vigilanza comunale di lunedì, oggi termina la proroga che era stata concessa per l’agibilità dello stadio. Che chiuderà. E se non verranno realizzati i lavori per la messa in sicurezza prescritti da tempo non potrà riaprire. Proprio per questo problema la società è stata costretta, per non rischiare l’iscrizione che dovrà essere fatta dal 9 al 13 luglio, di trovarsi uno stadio alternativo dove disputare le gare interne: sembrerebbe che sia Camaiore, anche se manca l’ufficialità. Nel frattempo il Viareggio 2014 ha chiesto un incontro con il Comune per cercare di risolvere la questione di questa intricata vicenda: è stato fissato per l’11 luglio. Nel frattempo, fa sapere la società, è andata in porto la sponsorizzazione, cui ha fatto da tramite l’ex direttore generale del Livorno Nicola Pecini.

La situazione però che si è venuta a creare in questi giorni per quanto riguarda lo stadio dei Pini non facilita certo la programmazione. «Dobbiamo risolvere un problema molto più grande di noi – dice Baroni – che al di là di qualche goffaggine di qualche finto disinformato si trascina da circa quindici anni, e che qualche benpensante ora vorrebbe scaricare addosso a noi che ci siamo da ieri. Dobbiamo salvaguardare la fiducia di chi vorrebbe aiutarci con le sue competenze e la sua disponibilità a migliorare i nostri progetti. Perché dobbiamo costruire una squadra che, ovunque giochi, ci faccia sentire orgogliosi di 100 anni a strisce bianconere. Perché a nessuno permetteremo di farci passare la voglia e di cancellare quello che, con sacrifici ed errori, abbiamo fatto in questi ultimi anni. Perché Orlando Orlandi, il nostro prezioso dirigente prematuramante scomparso, non lo vorrebbe, tutto questo. Perché noi non ci siamo mai pianti addosso, e non lo faremo certo ora». —



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