La manifestazione
la sicurezza un diritto sancito dall’europa
Era il dicembre 2009 e l’ultima delle 32 vittime del disastro ferroviario di giugno non era ancora morta: la Task force europea sulla tragedia arrivò in città. Nove anni dopo, nell’aprile 2018 - al...
Era il dicembre 2009 e l’ultima delle 32 vittime del disastro ferroviario di giugno non era ancora morta: la Task force europea sulla tragedia arrivò in città.
Nove anni dopo, nell’aprile 2018 - al Summit europeo sulla sicurezza ferroviaria - è stata approvata la “Dichiarazione europea della cultura della sicurezza ferroviaria”. Stabilendo che «la sicurezza è il principale motore di efficienza e sicurezza dei servizi ferroviari». Ma anche che «la sicurezza non dovrebbe essere compromessa dal conflitto con gli obiettivi economici» e che ogni impresa ferroviaria «promuoverà sicurezza, informazione e cultura della sicurezza tra i dirigenti ed il personale e le altre parti, incluse aziende appaltatrici, fornitori e prestatori di servizi». Sembrano insegnamenti tratti dal processo per la tragedia che si è consumata sui binari di Viareggio, con le sue condanne per le mancate manutenzioni e la mancata sorveglianza reale sulle stesse.
Ed è solo del 2016 la direttiva europea - che pure non ce la fa ad essere imperativa - che prende in considerazione lo scenario Viareggio. Disponendo che: «Imprese ferroviarie, gestori dell'infrastruttura e soggetti responsabili della manutenzione dovrebbero provvedere affinché le proprie imprese appaltatrici e le altre parti attuino misure di controllo del rischio. A tal fine ciascuna impresa ferroviaria, ciascun gestore dell'infrastruttura e ciascun soggetto responsabile della manutenzione dovrebbe applicare i metodi relativi al monitoraggio descritti nei metodi comuni di sicurezza. —D.F.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google