Sicurezza
Ex carabiniere condannato per la truffa a venti persone
Il militare prometteva supercar a prezzi scontatissimi anche per molti colleghi Fine di un incubo per l’agente accusato di essere il complice
VIAREGGIO. Un ex carabiniere in congedo residente a Torre del Lago, Pietro Fileccia, è stato condannato dal tribunale di Pisa a tre anni, un mese e 15 giorni di carcere e a una multa di 2.200 euro. L’ex militare, che era in servizio alla base Usa di Camp Darby, era accusato di aver truffato una ventina di persone, quasi tutte poliziotti e carabinieri. Colleghi compresi. Avrebbe promesso acquisti di ogni genere, in particolare auto di grossa cilindrata, a prezzi ridotti. E intascando, secondo l’accusa, oltre 400mila euro senza mai dare seguito alle promesse. Assolto, invece, il poliziotto Guido Chiama, viareggino, che era finito a processo con l’accusa di essere complice di Fileccia nella truffa.
Nella presunta “truffa del lusso” nella base americana sarebbero stati offerti orologi, moto, pianoforti, elettrodomestici, iPhone. Più le auto, dalle Audi Q5 alle Chrysler Voyager, promesse a prezzi vantaggiosi rispetto al mercato. Con sconti che potevano superare i 10mila euro, rendendo appetibili vetture che solitamente un poliziotto o un carabiniere fa fatica a permettersi. Peccato che le vittime del raggiro, nonostante i pagamenti effettuati in ogni modo - contanti, ma anche bonifici bancari e assegni - quegli acquisti non li abbiano mai visti. Secondo l’accusa l’imputato si sarebbe intascato tra il luglio del 2011 e il febbraio del 2014 oltre 400mila euro. Soldi usciti dalle tasche di una ventina di persone residenti tra Livorno, Pisa, Potenza, Verona, Sassari, Viareggio e Rosignano Marittimo.
L’assoluzione perché il fatto non costituisce reato è la fine di un incubo per il poliziotto Chiama, oggi in servizio ad Alessandria anche per l’eco di questa vicenda. E che ora potrà chiedere il rientro a Viareggio. Soddisfatto anche il suo avvocato difensore Eros Baldini. Cospicue le provvisionali alle parti civili, rappresentate fra gli altri dagli avvocati Rubina Colombini e Bruno Pucci. Il cliente difeso da quest’ultimo, ad esempio, si è visto riconoscere 60mila euro, anche se l’importo definitivo verrà deciso dal giudice civile. —
S.T-M.T..
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