Sicurezza
Regolamento urbanistico bocciato dagli architetti
L’Ordine si esprime sul lavoro in corso: «Non si può pensare solo a fare cassa» Al centro della contestazione c’è il futuro delle grandi aree dismesse
VIAREGGIO
Un Regolamento urbanistico «non può essere pensato come uno strumento per fare cassa sugli interventi edilizi in termini di oneri di urbanizzazione». È l’altolà che arriva all’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro dall’Ordine degli architetti della provincia di Lucca. Uno degli Ordini di professionisti che hanno partecipato agli incontri pubblici organizzati dall’amminstrazione insieme al gruppo di professionisti dell’università di Firenze al lavoro sullo strumento urbanistico. «Alle domande poste dai progettisti durante gli incontri - si legge nel documento - non può essere risposto puntualmente. Perché gli obiettivi politici dell’amministrazione non sono chiari». Chiaro è, invece, «che gli interventi inseriti nel resuscitato avvio di procedimento del 2014 non offrono una visione di città, ma solo un insieme di interventi selgati tra loro».
Sono gli interventi su quelli che l’assessore Federico Pierucci chiama «grandi contenitori urbani», ovvero le aree dismesse. Le quali - scrive l’Ordine - «rappresentano per Viareggio i punti nevralgici sui quali si imposterà la città futura. E su questo si dovrebbe progettare non secondo parametri quantitativi ma per obiettivi».
Quindi, «sarebbe un errore intervenire in questi ambiti con uno strumento così affrettato e già sorpassato come il Regolamento urbanistico». Alla cui approvazione si arriverà avendo scelto di avvalersi «di una disposizione transitoria della legge regionale che consente di approvare il Regolamento urbanistico con i contenuti della legge regionale 1/2005, di fatto abrogata dalla 65/2014». E con riferimento - questo è uno dei punti di crisi del nuovo strumento, indicato da più parti - «al solo territorio urbanizzato come individuato dal Piano strutturale del 2004, escludendo dalla pianificazione tutta la parte del territorio rurale».
Una scelta che - a detta dell’Ordine degli architetti - rende lo strumento urbanistico che il Comune approverà «uno strumento ad effetto limitato, perché non interesserà l’intero territorio comunale e perché sarà uno strumento che, in tempi abbastanza brevi, dovrà essere modificato nelle forma e nella sostanza, conseguentemente alla formazione del nuovo Piano strutturale 2019».
Considerazioni, spunti, contributi dei professionisti che sul piano dell’edilizia e dell’urbanistica si confrontano quotidianamente con la città. Ed era stato l’architetto Alessandro Rizzo, tra i più noti in città, a commentare nel corso del primo incontro pubblico proprio con riferimento al destino dei grandi contenitori urbani sui quali punta il lavoro dei tecnici scelti dall’amministrazione: «Qual è il ruolo di queste aree nell’ottica di un Piano strategico più ampio?». Nell’incontro tra amministrazione e Ordini di architetti e ingegneri, e Collegi di geometri e periti industriali, la questione è tornata. Con i partecipanti uniti sul fatto che per presentare al Comune delle proposte in quest’ambito «siano necessari dati più approfonditi ed un’attenta analisi del fabbisogno del territorio».
Se nei riparla in fase di osservazioni, durante il mese di agosto. Se la data per l’approvazione rimane il 30 luglio come annunciato dall’assessore Pierucci. —
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